giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Marco è ancora qui
Pubblicato il 19-05-2017


Caro Marco,

non so dove tu sia ora, ma questo anno è passato velocemente. Di te si è detto tanto in questi mesi. D’altronde il tuo nome è sinonimo di eccessi, nei modi, nelle forme, e io non ho mai saputo descriverti neppure in cento parole. So solo che oggi non sei più impegnato nella tua guerra contro non uno, ma tanti cancri: perché Marco, chi ha avuto la fortuna di conoscerti lo sa, eri esagerato, straripante, in tutto perfino nella tua malattia affrontata senza rinunciare a una sola boccata delle tue sessanta sigarette.

Un’assenza troppo rumorosa. Non c’eri alla festa dell’Avanti, con il tuo sorriso mite e ingiallito dalla nicotina, solita Coca Cola, solita sigaretta, solita chiacchierata oceanica, solita minoranza rumorosa e affascinata al seguito, non c’eri quando insieme a Riccardo, a Marco Cappato a Filomena Gallo urlavamo, a Montecitorio, laicità e libertà proprio mentre alla Camera la calendarizzazione della legge sul testamento biologico veniva ancora una volta rinviata.

Io voglio ringraziarti per la bellezza e la spontaneità con cui hai saputo scrivere tutti questi anni, per aver trasformato il grigiore della politica nel rosso della passione, per avermi insegnato che un ideale vale più di mille ragioni. Per questo, proprio come quell’erba di cui mi parlavi quel venerdì del tuo ultimo settembre, sono sicura che anche tu, non morirai mai. Tu che hai saputo essere passione totalizzante per la libertà e i diritti, tu e le tue infinite discussioni, «come se la vita fosse una lunga riunione politica» come tu stesso dicevi. Tu che hai saputo essere grande nelle tue intuizioni e nella vita, tu che ci hai insegnato a essere grandi anche nelle debolezze, tu che hai dimostrato che chi non si adegua, chi contesta, chi si ribella può anche aver torto, ma ha una preziosa funzione creatrice, quella di evitare che la nostra società sprofondi in un conformismo, intellettuale e morale, totalizzante. Tu che dicevi sempre di non sentirti “pronto per stendere le memorie di un rompicoglioni” anche se ci eravamo ripromessi di scriverle quelle meravigliose pagine della tua vita. Perché Marco sei stato sintesi e complessità.

Io oggi non potrò essere in Via di Torre Argentina 76, nella sede del Partito Radicale con te per ricordare il primo anniversario della tua scomparsa. Preferisco portare con me i tuoi insegnamenti. Voglio conservare per me la semplicità con cui hai affrontato il male, la determinazione con cui ci hai insegnato il valore della politica.

Grazie per essere stato mio amico, per essere stato amico di noi socialisti.

‘Radicali, socialisti, liberali, federalisti-europei, anticlericali, antiproibizionisti, antimilitaristi, non violenti’ sempre.

A subito, Marco.

Maria Cristina Pisani
Portavoce Psi

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