giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Mega multa a Facebook per informazioni inesatte
Pubblicato il 18-05-2017


facebookFacebook ha fornito informazioni “inesatte e scorrette” nel corso dell’inchiesta dell’antitrust europeo sull’acquisizione di Whatsapp e dovrà per questo pagare una multa da 110 milioni di euro. Lo ha deciso la Commissione europea. La decisione di oggi non incide sull’ok all’operazione di acquisizione, che la Commissione aveva dato nell’ottobre 2014 ma, spiega la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, “manda un segnale forte alle imprese, mostrando che devono rispettare tutti gli aspetti del regolamento Ue sulle concentrazioni, compreso l’obbligo di fornire informazioni esatte. E impone a Facebook una ammenda proporzionata e dissuasiva. La Commissione deve poter prendere le sue decisioni in piena cognizione di causa”.

Il regolamento Ue, in particolare, obbliga le imprese sottoposte a un’inchiesta in materia di concentrazione a fornire informazioni esatte e non fuorvianti, cosa indispensabile affinché la Commissione possa esaminare acquisizioni e concentrazioni in tempo utile e in modo efficace. L’obbligo si applica indipendentemente dal fatto che le informazioni abbiano un impatto sul risultato finale della valutazione. Quando Facebook ha notificato l’acquisizione di Whatsapp nel 2014, ha informato la Commissione che non sarebbe stata in grado di stabilire in modo affidabile la corrispondenza automatica fra i profili degli utilizzatori di Fb e quelli di Wa. Al contrario, nell’agosto 2016, l’applicazione per smartphones ha annunciato aggiornamenti delle sue condizioni generali di utilizzo e della sua politica di confidenzialità che comprendevano la possibilità di associare i numeri di telefono degli utilizzatori con quelli di Facebook.

Il 20 dicembre scorso, la Commissione ha comunicato al gruppo leader dei “social network” le sue preoccupazioni, avendo constatato che la possibilità di mettere in corrispondenza le identità degli utilizzatori delle due piattaforme esisteva già dal 2014 e che chi lavorava a Facebook ne era a conoscenza. In ogni caso la decisione di oggi, spiega l’Ue, “non è legata a procedure antitrust nazionali in corso né a problemi di rispetto della privacy e della protezione dei dati”. Questi, secondo la Commissione, rischiano di essere posti in occasione dell’aggiornamento, previsto in agosto, delle condizioni generali di utilizzo e della politica di confidenzialità di Whatsapp.

“Fin dalle prime interazioni con la Commissione – si difende Facebook – abbiamo agito in buona fede cercando di fornire informazioni accurate in ogni momento. Gli errori commessi nel 2014 non sono stati intenzionali e la Commissione ha confermato che non hanno avuto un impatto sulla decisione relativa alla fusione. L’annuncio di oggi chiude la questione”.

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