venerdì, 28 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Milano. Il Blitz (e il decreto) che spacca la sinistra
Pubblicato il 03-05-2017


stazione milanoLa grande operazione di polizia che ha portato all’identificazione di oltre 50 migranti alla stazione Centrale di Milano accende la contesa politica, spaccando anche il Pd.
Il Sindaco di Milano, Beppe Sala, ha infatti fatto sapere di essere stato avvisato all’ultimo del blitz ed ha quindi commentato che sia “ancora più necessario vedersi con il ministro dell’Interno, Marco Minniti”.
“Certamente un maggior controllo della stazione e di piazza Duca d’Aosta è necessario – dice oggi Sala – però sull’operazione specifica siamo stati avvisati all’ultimo momento, quindi parlerò con il questore anche per capire i risultati che sono stati ottenuti”. Non solo. “Quello che chiediamo è una maggiore tempestività nelle verifiche delle richieste che i migranti fanno per l’accettazione dello status di rifugiati”.
Subito sono arrivate le repliche di Matteo Salvini: “È incredibile l’atteggiamento del sindaco Sala che invece di complimentarsi con le forze dell’ordine per l’operazione di pulizia alla stazione centrale, si lamenta per non essere stato avvisato per tempo. Personalmente ringrazio il questore e ogni singolo poliziotto e spero che le stesse operazioni di pulizia di massa avvengano in decine di periferie milanesi”.
Ieri decine di persone, la maggior parte extracomunitari, sono stati identificati dalle forze dell’ordine, fatti salire sui pullman e accompagnati in questura. Sul posto, al termine del blitz, sono arrivati i mezzi Amsa della nettezza urbana, che hanno sgomberato la piazza da valigie, masserizie e sacchi usati da chi dorme o staziona nei giardini. Il blitz disposto dal questore Marcello Cardona si è concluso con l’accompagnamento di 52 cittadini stranieri all’Ufficio immigrazione della questura, hanno fatto sapere le forze dell’ordine.
L’operazione è stata subito sfruttata da Matteo Salvini che si è recato sul posto. Il leader della Lega Nord ha iniziato una diretta via Facebook, senza negarsi a selfie con simpatizzanti e litigando verbalmente con diversi stranieri.
A fare sponda a Salvini il suo collega di partito e presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha subito commentato: “Sto sempre dalla parte della Polizia, della legalità, dell’ordine”. “Come Regione non abbiamo molte competenze in materia di sicurezza ma quello che facciamo lo portiamo sempre avanti con coraggio” ha continuato Maroni, sottolineando che “oggi sui giornali c’è la notizia del Tribunale di Milano che ha dato ragione alla Regione Lombardia sul divieto di entrare con il volto coperto nei luoghi pubblici. È stato un nostro atto coraggioso, anche in quel caso criticato molto da una certa parte politica ma i fatti confermano che abbiamo ragione noi: questa è la strada”.
E mentre la retata ha l’effetto di compattare a destra, ha invece diviso le opinioni a sinistra. L’assessore ai Servizi sociali Pierfrancesco Majorino ha detto che non ne sapeva nulla, “non voglio pensare che il questore voglia metterci in difficoltà”, per Majorino inoltre sarebbe meglio una “cultura degli interventi mirati, continuativi e condotti nel silenzio”. Per il consigliere regionale Onorio Rosati, quella alla stazione centrale è “un’operazione dalla dubbia utilità ed evocativa di tristi vicende della storia”. Dall’altra parte, nella Giunta di Sala, c’è invece chi plaude all’iniziativa come l’assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza. “Da tempo — dice Rozza — abbiamo chiesto a Prefettura e Questura una massiccia campagna di identificazione di coloro che stazionano in tutta l’area della Stazione Centrale e intorno all’hub di via Sammartini”. Così come il segretario milanese del Pd Pietro Bussolati che, in linea con il governo, ha subito dato pieno sostegno all’operazione della polizia.
Vista la portata di quanto accaduto, il sindaco ha spiegato che parlerà con il prefetto Luciana Lamorgese e il questore Marcello Cardona che ha disposto i controlli, per capire “che senso aveva l’operazione: se era estemporanea legata anche agli incidenti che ci sono stati oppure un primo passo di una strategia diversa”. A chi gli fa notare che la sua maggioranza si è divisa nel giudicare il blitz risponde: “È chiaro che sono questioni che hanno una certa rilevanza dal punto di vista politico. La stazione Centrale è un luogo delicato, è l’immagine della città e quindi va certamente bene che ci sia attenzione, dopodiché sarà utile che queste operazioni in futuro le facciamo in maniera concordata. Rispetto l’autonomia e le intenzioni della questura, ma ci parleremo. L’assessora Rozza già stamattina aveva una prima riunione, noi avremo un incontro la settimana prossima”.

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