giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Consiglio di Stato respinge ricorso sui Musei
Pubblicato il 30-05-2017


musei-nel-caos-annullate-nomine-di-franceschiniNulla di fatto per il Mibact e per il suo ministro. Nel fissare per il 15 giugno la camera di consiglio per la trattazione della vicenda relativa all’annullamento della nomina dei direttori dei musei, il presidente della sesta sezione del Consiglio di Stato Luigi Maruotti ha respinto l’istanza del Ministero per i Beni culturali che chiedeva una sospensiva urgente con provvedimento monocratico dello stesso presidente. Considerata poi la data vicina dell’udienza collegiale, non ha ritenuto di concedere, con proprio provvedimento monocratico, una sospensiva urgente, sia perché “non risulta opportuna la modifica della situazione attuale (il che condurrebbe ad un incongruo alternarsi degli organi titolari di funzioni pubbliche)”, sia perché “le delicate questioni oggetto del giudizio esigono il dovuto esame nell’ordinaria sede collegiale, nel rispetto del principio del contraddittorio”.
Il presidente Maruotti ha quindi respinto la richiesta di congelare le due sentenze del Tar Lazio che hanno bocciato la nomina di sei direttori di musei autonomi (in realtà, poi solo cinque sono stati “destituiti”). Lo ha fatto con due decreti monocratici (sono due le sentenze appellate) emessi all’indomani del deposito del ricorso d’appello da parte dei Beni culturali. Il Tar, lo scorso 24 maggio, aveva annullato le nomine dei superdirettori di Palazzo Ducale a Mantova, della Galleria Estense a Modena, degli archeologici di Taranto, Napoli e Reggio Calabria (in primo momento era stato annunciato anche Paestum, poi smentito), mettendo di fatto in discussione la riforma dei musei lanciata due anni fa dal ministro Franceschini.
Ma il Governo ha già scaldato i motori e si muove nell’ambito dell’eccezionalità della PA. Ieri in Commissione Bilancio, fra gli emendamenti per la Manovra, è spuntato ed è stato approvato un testo del relatore Mauro Guerra secondo il quale “nella procedure di selezione pubblica internazionale” non si applichino i limiti previsti per il lavoro alle dipendenze della Pa che impediscono ai cittadini Ue di accedere a posti che implichino esercizio diretto o indiretto dei poteri ovvero non attengono alla tutela dell’interesse nazionale. Mentre il ministro Dario Franceschini intervenendo in commissione ha evidenziato la necessità di “una norma interpretativa con cui dare una garanzia anche per il futuro”.

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