lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tar boccia nomine di Franceschini, si salva Firenze
Pubblicato il 25-05-2017


02/07/2013 Roma, assemblea dell'ANIA, nella foto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini

Il Tar del Lazio ha bocciato le nomine di sei dei venti direttori dei supermusei, con la sentenza n. 6171/2017 i magistrati si soffermano negativamente sui criteri di valutazione dei candidati ammessi. Secondo il Tar il bando “non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani” e lo scarto dei punteggi tra i candidati meritava “una più puntuale e più incisiva manifestazione di giudizio da parte della Commissione” valutatrice e la scelta di svolgere le prove orali a porte chiuse non ha assicurato i “principi di trasparenza e parità di trattamento dei candidati”. Inoltre lo scarto minimo dei punteggi tra i candidati meritava un giudizio più incisivo “piuttosto che motivazioni criptiche ed involute”, proprio perché l’ingresso nella terna di valutati “era condizionato anche da un apprezzamento minimo della commissione in favore dell’uno o dell’altro concorrente – si legge in una delle due sentenze – tanto da imporsi, in questo caso, una puntuale ed analitica giustificazione in ordine all’assegnazione di ciascun punto con riferimento ai dieci candidati ammessi al colloquio”.
Queste le motivazioni per le quali il Tar del Lazio, con due distinte sentenze, ha bocciato la nomina dei direttori dei super- musei italiani. I ricorsi erano stati proposti da Giovanna Paolozzi Maiorca Strozzi e Francesco Sirano, entrambi concorrenti alla procedura, con riferimento alle nomine del direttori del Palazzo Ducale di Mantova, della Galleria Estense di Modena, dei Musei Archeologici Nazionali di Napoli, Reggio Calabria e Taranto, nonché del Parco Archeologico di Paestum.
Il Tar ha invece respinto due ricorsi: Eike Schmidt resta Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze così come Cecile Holberg alla Galleria dell’Accademia di Firenze (la ricorrente «non ha potuto dimostrare l’illegittimità della sua estromissione»). Nella lista dei direttori bloccati c’è Paolo Giulierini del Museo Archeologico di Napoli, Peter Assmann, alla guida del complesso museale di Palazzo Ducale, Martina Bagnoli alle Gallerie Estensi di Modena, Eva Degl’Innocenti direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto e Carmelo Malacrino (Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria). Mentre il responsabile del parco archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, resta in carica per un errore di notifica del provvedimento.
Il ministro Dario Franceschini ha subito annunciato che farà appello al Consiglio di Stato e ha sì commentato: “Trovo strano che la sentenza parli di stranieri quando in realtà i direttori sono europei e ciò contrasta con la Corte di Giustizia Europea e il Consiglio di Stato: io sono avvocato e uomo politico con esperienza, so che le sentenze non vanno commentate ma contrastate nelle sedi proprie”.
Il ministro si è poi detto stupito del fatto che il Tar “abbia definito questa procedura magmatica: la selezione internazionale è stata svolta da una commissione imparziale”. E ha aggiunto: “La selezione internazionale pubblicata sull’Economist per i direttori dei musei è stata originata da una norma di legge dell’Art bonus, che ha individuato appositamente una procedura particolare”.
A difesa delle nomine del ministro dei beni culturali è intervenuto anche il segretario del Pd, Matteo Renzi che ha affermato: “Il fatto che il Tar del Lazio annulli la nostra decisione merita il rispetto istituzionale che si deve alla giustizia amministrativa ma conferma – una volta di più – che non possiamo più essere una repubblica fondata sul cavillo e sul ricorso”. Così su Facebook Renzi commenta la sentenza sulle nomine. “Non abbiamo sbagliato perché abbiamo provato a cambiare i musei: abbiamo sbagliato perché non abbiamo provato a cambiare i Tar”.
Più cauto il giudizio del Guardasigilli, Andrea Orlando, per il quale i Tar andrebbero certamente “cambiati”, sia pure senza “demonizzarli”. All’Aria che tira, su La7, parlando della decisione del Tar del Lazio sui direttori dei musei ha detto: “Mi sembra che Renzi dica una cosa vera (quando fa mea culpa per non aver cambiato i Tar, ndr), si era detto mettiamo le mani sulla giustizia amministrativa, non ce le abbiamo messe”.”I Tar andrebbero cambiati – ha aggiunto Orlando – senza demonizzarli, ma andrebbero cambiati. Precisando meglio qual è la competenza della politica e quella di un tribunale amministrativo”.
Adesso la palla passerà al Consiglio di Stato. Con la riforma dei musei italiani il ministero ha assegnato a una serie di musei – 32 in tutto – la piena autonomia organizzativa, scientifica, finanziaria e contabile e aveva indetto una selezione internazionale per scegliere i direttori.

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