giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Odissea Grecia, l’Eurogruppo decide per il prestito
Pubblicato il 22-05-2017


Greek prime minister Alexis Tsipras looks on during a session at the Greek parliament prior to the vote in Athens on July 22, 2015. Prime Minister Alexis Tsipras faced a new test of his authority in parliament on July 22, where MPs were to vote on a second batch of reforms to help unlock a bailout for Greece's stricken economy. The embattled premier last week faced a revolt by a fifth of the lawmakers in his radical-left Syriza party over changes to taxes, pensions and labour rules demanded by EU-IMF creditors. AFP PHOTO/ LOUISA GOULIAMAKI (Photo credit should read LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images)

AFP PHOTO/ LOUISA GOULIAMAKI

Si riapre la questione del debito greco e la palla resta in mano ancora una volta all’Eurogruppo che oggi probabilmente darà il via libera al prestito. Nel frattempo governo greco, creditori, FMI, Unione europea e BCE hanno trovato un accordo su un pacchetto di misure fiscali e strutturali per sbloccare l’erogazione di una nuova rata per circa 7,4 miliardi di euro che la Grecia userà per rimborsare circa 6 miliardi di euro di debiti in scadenza. Si tratta di misure di austerità che valgono 2 punti percentuali di PIL che prevedono i tagli alle pensioni e l’aumento del limite di esenzione fiscale ridotto a 6.000 euro da 8.636 euro attuali. L’accordo permetterà anche ai negozi e centri commerciali di poter lavorare la domenica in vari settori del paese.

Se da un lato Tsipras tira un respiro di sollievo, dall’altro a rischiare è il suo governo, la popolazione è di nuovo scesa in piazza Syntagma: lacrimogeni e lanci di pietre, molotov e proteste per un nuovo piano lacrime e sangue. Per la quarta volta vengono tagliate le pensioni (in media del 9%) e aumentate le tasse, mentre galoppa la recessione (primo trimestre del 2017 riduzione dello 0,5% su base annua dell’economia ellenica). Syriza ha approvato le nuove misure di austerity il 18 maggio e ora in ballo c’è un intero Paese che inizia a non riconoscersi più in Tsipras.
“Il Parlamento greco ha votato un pacchetto di misure estremamente difficili che chiedono ai greci un nuovo sforzo”, dimostrando che “hanno intenzione di rispettare gli impegni” e di “prendersi le proprie responsabilità”, e ora “è importante che i suoi partner prendano le loro”: lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici entrando all’Eurogruppo. Moscovici si è detto “ragionevolmente ottimista” su un accordo che comprenda sia la fine della seconda revisione del programma, e quindi apra la strada alla nuova tranche di aiuti, sia alla ristrutturazione del debito, che consenta al Fmi di entrare nel salvataggio. “L’accordo è a portata di mano, è importante che facciamo tutti gli sforzi per arrivare a questo, o lì vicino, perché possiamo aprire pagina più ottimista per la Grecia e l’Eurozona intera. I greci hanno bisogno di sapere che i loro sforzi hanno un ritorno”, ha aggiunto.
Un altro francese ha dato spalla a Tsipras. Emmanuel Macron ha detto oggi che la sua amministrazione spingerà per un alleggerimento del debito della Grecia, la dichiarazione è avvenuta nel corso di un colloquio telefonico avvenuto oggi tra Macron e il premier ellenico Alexis Tsipras, nel giorno in cui l’Eurogruppo discute a Bruxelles sulla conclusione della seconda revisione del programma di salvataggio della Grecia. L’ufficio del presidente francese, scrive la stampa di Atene, ha fatto sapere che Macron ha assicurato Tsipras sulla volontà di Parigi di sostenere la Grecia sottolineando “la determinazione per trovare un accordo presto, al fine di alleggerire il peso del debito greco nel lungo termine”.

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