domenica, 22 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Omofobia. Violazione inaccettabile dei diritti umani
Pubblicato il 17-05-2017


omofobia“L’Omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone”. Sono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale contro l’Omofobia. “A nessuno – continua – può sfuggire che qualunque forma di persecuzione in base all’orientamento sessuale costituisca, sempre e ovunque abbia luogo, una violazione inaccettabile dei diritti umani universali”. Parole a cui la presidente della Camera, Laura Boldrini, aggiunge: “L’intolleranza e la discriminazione legate all’orientamento sessuale sono ancora troppo diffuse. A scuola come al lavoro, nello sport e nei luoghi di socializzazione, al nord come al sud, in qualsiasi ambiente e classe sociale. Ma in una società che si definisce democratica costituiscono una violazione inaccettabile della libertà personale”. L’Italia è ancora in attesa di una legge. La risposta più urgente che si chiede al Parlamento è appunto una legge sull’omofobia, per fornire uno strumento in più per contrastare penalmente la violenza e l’intolleranza. Il provvedimento, già votato in prima lettura alla Camera, è ora all’esame del Senato. “E’ importante – sottolinea il presidente della Camera – che si riesca ad approvarlo definitivamente entro questa legislatura”.

“Oggi – scrive sul proprio profilo Facebook Pia Locatelli, presidente del gruppo Psi alla Camera – è la Giornata internazionale contro l’omofobia, istituita in ricordo del 17 maggio del 1990 giorno in cui l’Organizzazione mondiale della Sanità tolse l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Una giornata purtroppo necessaria perché ancora oggi accade che una persona sia giudicata, criticata, irrisa, discriminata, a volte anche malmenata o uccisa per il proprio orientamento sessuale. Nel settembre del 2013 alla Camera abbiamo approvato una legge contro l’omofobia. Una legge che non ci entusiasma, ma che è un passo avanti. Un testo che da quasi quattro anni giace in Senato in attesa di essere discusso. Una legge che abbiamo aspettato per 20 anni e che alle discriminazioni già previste dalla «legge Mancino» aggiunge quelle motivate da omofobia e transfobia e, coerentemente, estende l’aggravante alle nuove discriminazioni. Una legge che finalmente accoglie le raccomandazioni del Parlamento europeo e mette l’Italia al passo con le legislazioni antidiscriminatorie già vigenti da anni, in misura più o meno ampia, in molti Paesi, a guida sia conservatrice sia progressista. Una legge che appartiene a tutta la collettività, volta a contrastare i crimini di odio basati sull’orientamento sessuale e identità di genere e a favore della libertà delle persone omosessuali e trans di vivere senza essere offesi. Su tanti provvedimenti – conclude – il governo ha imposto accelerazioni, ma non su questo”.

Maria Cristina Pisani, portavoce del Psi e portavoce del Forum nazionale dei giovani, scesa in piazza a Potenza, per manifestare con Arcigay nella giornata mondiale della lotta all’omofobia, cita alcuni numeri: “Soltanto nell’ultimo anno sono state 196 le storie di omofobia e transfobia registrate: un dato allarmante, raddoppiato rispetto allo scorso anno. Non può sfuggirci che qualunque persecuzione in base all’orientamento sessuale costituisce sempre una violazione inaccettabile dei diritti umani universali”. “Purtroppo – sottolinea Pisani – sono tanti anche i casi di omofobia e bullismo tra gli adolescenti. C’è bisogno di insegnare concretamente il valore del rispetto. La lotta all’omofobia e alla transfobia è prima di tutto una battaglia culturale. Non è possibile tollerare ancora episodi di discriminazione omofoba, lo sdegno e le parole non bastano più”.

Per Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani “il modo più efficace di contrastare l’omofobia e transfobia, così come l’odio xenofobo e ogni altra forma di discriminazione, è ampliare il più possibile il riconoscimento di diritti e l’affermazione delle libertà civili e individuali. Ecco perché i legislatori hanno un ruolo fondamentale in questa battaglia”. “Troppo spesso, in particolare in Italia, le istituzioni sono in ritardo rispetto a una società che vive come normalità le scelte individuali che riguardano la sfera affettiva, come gli altri ambiti della vita della persona. Per disinnescare la cultura omofobica, prevenire gli atti di discriminazione e violenza – osserva l’esponente radicale – è quindi necessario colmare questo ritardo, allineando il diritto al “sentire” del Paese. Il riconoscimento delle Unioni civili in Italia ha segnato un primo fondamentale passo, ma, come proponiamo da tempo noi Radicali, è necessaria una riforma egualitaria del diritto di famiglia. L’affermazione delle libertà sessuali è un indicatore significativo dello stato di salute delle nostre democrazie liberali, come diceva Adele Faccio, infatti: ‘non esiste libertà che non passi dalla libertà sessuale'”, conclude Magi.

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