martedì, 27 giugno 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Pesaro. Il Futurismo per Guido Armeni
Pubblicato il 16-05-2017


1CartolinaLa scelta di un tema sacro, come la bellezza natura e della vita degli alberi, costituisce la prima rivelazione della genuina di capacità di Guido Armeni, artista marchigiano, di riproporre un tema sacro. Le ricerche di Guido Armeni si ispirano al “Manifesto dell’arte Sacra Futurista” (1932). Il bianco-azzurro dei alcuni quadri dello scultore marchigiano richiamano l’arte di Gerardo Dottori che fu il primo futurista a rinnovare l’Arte Sacra, Nella mostra, dal titolo Seeing things in “black or white”, dal 19 maggio al 2 giungo, all’Hotel Alexander museum sono esposti più di 20 oggetti tra sculture e quadri della nuova collezione di Armeni, ispirata alle Avanguardie. L’inaugurazione sarà  il 19 maggio, alle ore 19,00. Intervengono: Conte Alessandro Narcuccci Pinoli, Hotel Alexander Museum Place, Andrea Carnevali, Critico e curatore della mostra, Dialogo con l’arte Walter Guido Armeni, scultore e Donatella Pazzelli, scrittrice camerte, Roberto Rossini, attore, Lettura dei testi,  Futurismo/Vorticismo, Derek Jan Barns, reading, Vorticism. Nell’esposizione, inoltre, si potrà vedere la scultura  Yin ([ín]) e Yang  ([jǎŋ]) che ha ottenuto il premio “InOpera 2010-Sulle grandi orme di Matteo Ricci”, a Palazzo Buonaccorsi di Macerata, consegnato da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani.

Le opere hanno una grande energia perché riescono a fare dialogare le sculture con lo spazio scenico dell’albergo, moderno e accogliente, con la sintesi formale e dinamica della scultura futurista di Armeni. Sebbene futurista, la scultura conserva l’ “involucro” esterno, i rami e le foglie. La sagoma delle piante si riconoscono per mezzo di un’associazione, cioè una “macchia” bianca o nera oppure nei quadri bianco-azzurro. L’opera, inoltre, si sviluppa mediante l’alternarsi di cavità, rilievi, pieni e vuoti che generano un frammentato e discontinuo chiaroscuro fatto di frequenti e repentini passaggi dalla luce all’ombra del giorno o elettrica. Osservando il tronco delle piante per esempio sembra essere pieno, mentre muovendosi intorno alla scultura da sinistra a destra, si nota che il fusto è esile e la leggerezza della pianta è sorprendente. Così figura stilizzata dell’albero si modella a seconda dello spazio circostante ed assume così la funzione per così dire di plasmare le forme. Anche la linea di contorno si sviluppa come una sequenza di curve ora concave, ora convessa: in tal modo i contorni irregolari non limitano la figura come di consueto, ma la dilatano espandendola nello spazio. Le linee, che formano la chiama delle piante, avvolgono la sagoma dell’albero.

Lo stretto rapporto che intercorre tra la natura e la rappresentazione figurativa deriva da idee, da pratiche religiose e da teorie personali sul senso della vita. La successiva semplificazione delle immagini e i simboli grafici non hanno privato l’artista, tuttavia, della ricerca formale basata su schemi geometrici che caratterizzano, anche, le moderne opere figurative.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento