domenica, 28 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Pubblico impiego. Approvata dal Cdm la riforma Madia
Pubblicato il 19-05-2017


stataliIl pubblico impiego cambia volto. E’ stata definitivamente approvata dal Consiglio dei ministri la riforma Madia avviata nel governo Renzi. Per gli statali arrivano un nuovo codice disciplinare e i relativi licenziamenti: 10 i casi previsti per la sanzione massima, nonché il licenziamento per il dirigente che, con dolo o colpa grave, evita di attivare e concludere i procedimenti disciplinari. Cartellino rosso anche per i dipendenti che ricevono per tre anni di fila valutazione negativa per scarso rendimento. E ancora: arrivano le sanzioni agli assenteisti del weekend; il polo unico delle visite fiscali presso l’Inps, con gli stessi orari di reperibilità nel pubblico e nel privato (dal primo settembre); il reclutamento in base al fabbisogno; l’obbligo di prevedere la conoscenza dell’inglese nei concorsi; il tetto al 20% dei posti messi a bando per gli idonei. Ma anche l’assunzione dei precari ‘storici’ (che devono aver partecipato a un concorso): la stabilizzazione è prevista per coloro che abbiano lavorato almeno tre anni negli ultimi otto, anche in diverse amministrazioni pubbliche, e che abbiano maturato requisiti fino al 31 dicembre di quest’anno.

Grazie al via libera dei decreti legislativi da parte del Consiglio dei ministri, il ministero – ha dichiarato la ministra Marianna Madia – ha “le carte in regola dal punto di vista normativo per riaprire la stagione contrattuale. I premi – ha ribadito Madia – non saranno più dati a pioggia ma differenziando e seguendo una logica “non punitiva ma di potenziamento dei servizi ai cittadini”.

I decreti approvati dal Cdm, spiega la ministra, sono stati “valorizzati” rispetto alla versione iniziale, sulla base delle indicazioni arrivate “con i pareri parlamentari e l’intesa” raggiunta in Conferenza Stato-Regioni, come previsto dalla sentenza della Consulta sulla delega P.a. Sentenza, tiene a precisare, “che non ha bocciato la riforma”.

“Con l’approvazione del nuovo Testo unico – commenta il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso – può finalmente iniziare, dopo oltre otto anni di blocco, la nuova stagione della contrattazione, da cui potrà partire una nuova spinta al processo di riforma e qualificazione della Pubblica Amministrazione e dei settori della scuola, università e ricerca”. Per quanto riguarda i licenziamenti, prosegue Camusso, “è giusto e positivo il mantenimento dell’art. 18 ai lavoratori pubblici, ma occorre ribadire che la contrattazione deve essere sovrana nel disciplinare, attraverso la valutazione, lo scarso rendimento. Anche questa è una prova di coerenza con l’obiettivo del rafforzamento del ruolo della contrattazione”. Adesso per la leader della Cgil “la ministra Madia deve rapidamente approvare”. Al tempo stesso, sottolinea, “il Governo deve garantire le risorse per confermare gli impegni economici assunti nell’accordo del 30 novembre e per sostenere un piano straordinario per l’occupazione, finalizzato al superamento del precariato e al potenziamento dei servizi”.

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