giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Redditi. Per il fisco i commercianti i più poveri. Notai e farmacisti al top
Pubblicato il 25-05-2017


Temporanea incapacità lavorativa per malattia e riduzione prognosi

NOVITA’ INPS PER I MEDICI DI FAMIGLIA

Con la circolare Inps n.79 del 2 maggio 2017, l’Istituto di previdenza fornisce chiarimenti sull’obbligo di rettifica della prognosi in caso di variazioni rispetto al certificato in corso. Viene in particolare ricordato che, in caso di guarigione anticipata, il lavoratore in malattia è tenuto a richiedere una rettifica del certificato medico, al fine di documentare correttamente il periodo di incapacità temporanea al lavoro. La rettifica della data di fine prognosi è infatti un adempimento obbligatorio per il lavoratore, sia nei confronti del datore di lavoro, che nei confronti dell’Inps. L’Istituto, difatti, con la presentazione del certificato di malattia, avvia l’istruttoria per il riconoscimento della prestazione previdenziale, senza necessità di presentare alcuna specifica richiesta. Il certificato medico, pertanto, per i lavoratori cui è garantita la tutela della malattia, assume di fatto il valore di domanda di prestazione. Tuttavia, la corretta e tempestiva rettifica del certificato non costituisce a tutt’oggi una prassi seguita dalla generalità dei lavoratori.

A tal proposito, l’Ente assicuratore sottolinea che l’assenza a visita medica di controllo domiciliare (Vmcd) disposta dall’Inps comporta specifiche sanzioni (in termini di mancato indennizzo di periodi di malattia).

Con la citata circolare 79/2017 viene precisato che l’assenza a visita medica di controllo sarà sanzionata allo stesso modo anche quando sia dovuta ad un rientro anticipato al lavoro in assenza di tempestiva rettifica del certificato contenente la prognosi.

Anche in questo specifico caso, infatti, il lavoratore risulta assente alla visita di controllo in un giorno in cui è ancora da considerare privo del riacquisto della capacità lavorativa, in base alla certificazione medica trasmessa all’Inps e sulla base della quale è stata disposta la visita domiciliare.

Inps

ONLINE IL SERVIZIO PER CERIFICATI DI GRAVIDANZA E INTERRUZIONE

È online il servizio che consente ai medici certificatori di inviare all’Inps i certificati di gravidanza o di interruzione di gravidanza. Le lavoratrici possono consultare e stampare il certificato di gravidanza o di interruzione, mentre i datori di lavoro possono consultare e stampare i soli attestati.

Al servizio è possibile accedere tramite Pin, credenziali Cns o Spid. I medici certificatori possono richiedere il Pin con il modulo Ap 110.

Trascorsi tre mesi dalla pubblicazione della circolare Inps 4 maggio 2017, n. 82, i medici certificatori non potranno più rilasciare i certificati di gravidanza e di interruzione di gravidanza in formato cartaceo.

Sempre La circolare Inps 4 maggio 2017, n. 82 fornisce le istruzioni relative alla consultazione e trasmissione del certificato di gravidanza e del certificato di interruzione di gravidanza. In particolare le informazioni riguardano: la consultazione dei certificati da parte dei cittadini; la consultazione degli attestati da parte dei datori di lavoro; la trasmissione online dei certificati da parte dei medici certificatori. Per fruire di una delle prestazioni di maternità per le quali è necessario presentare domanda, come ad esempio nel caso del premio alla nascita di 800 euro (bonus mamma domani), è indispensabile trasmettere all’Inps i certificati in oggetto esclusivamente secondo le modalità ed entro i termini previsti dalla legge. In caso di errata trasmissione di un certificato, il medico potrà procedere al suo annullamento attraverso la stessa applicazione utilizzata per la trasmissione. L’Istituto fornisce assistenza agli interessati tramite il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.

Riepilogo funzioni

Medici Certificatori: Certificato di gravidanza/interruzione

Lavoratrici: Consultazione Certificato di gravidanza/interruzione

Datore di lavoro: Consultazione Attestato di gravidanza/interruzione

Commercianti poveri

PER IL FISCO NOTAI E FARMACISTI AL TOP

Pescatori, ma anche titolari di discoteche, mercerie e di centri estetici o spa, produttori di ceramica e terracotta. Sono loro i lavoratori autonomi che, stando ai redditi dichiarati per gli studi di settore, guadagnano meno, addirittura nel caso della pesca e delle cure termali meno di 5.000 euro l’anno. All’opposto gli studi notarili, con un reddito medio di 244.000 mila euro, le farmacie, con 116 mila euro, e una larga fetta di professionisti, dai commercialisti ai consulenti finanziari. Come ogni anno, il Ministero dell’economia pubblica le statistiche sulle dichiarazioni Iva, Irpef e degli studi di settore, strumento destinato ad andare in soffitta a partire da quest’anno sostituito dai nuovi indici di affidabilità fiscale, ma che fotografa ancora lo stato dell’arte di una parte non indifferente dell’economia italiana. Sebbene sia facile immaginare che il fenomeno dell’evasione si annidi spesso proprio nelle categorie che fanno ricorso agli studi, non vanno però ignorati i casi di giovani che avviano un’attività e di microimprenditori dediti spesso ad attività part-time. Secondo i dati sull’anno di imposta 2015, in cui il Pil è cresciuto dello 0,8%, il reddito totale dichiarato è dunque stato pari a 107 miliardi di euro, con un aumento del 5,3% rispetto al 2014. Un salto verificatosi nonostante l’applicazione degli studi di settore abbia riguardato 3,4 milioni di soggetti, in calo del 5,8% rispetto all’anno precedente. La flessione non è però da imputare, appunto, ad una contrazione dell’economia, ma all’introduzione del nuovo regime forfettario, che non prevede l’applicazione degli studi di settore per i soggetti che hanno aderito a tale regime semplificato. Con oltre 44.000 euro e un aumento del 6,5%, i professionisti sono al top nella classifica dei redditi, mentre i commercianti si trovano al livello più basso con circa 22.500 euro e l’incremento più evidente, pari al 18%. A metà strada le attività manifatturiere (37.440 euro) e il settore dei servizi (27.510 euro). Tra i professionisti, spiccano notai e farmacisti, ma superano la media anche odontoiatri, studi medici, commercialisti, ragionieri, consulenti finanziari ed assicurativi. A cavallo dei 10.000 euro invece molte attività commerciali: estetisti, corniciai e calzolai.

Garanzia giovani

A OLTRE 496MILA GIOVANI ALMENO UNA MISURA PREVISTA

Prosegue la crescita del numero dei giovani presi in carico e di quello dei giovani ai quali è stata offerta un’opportunità concreta tra quelle previste da Garanzia Giovani. All’11 maggio, i presi in carico sono 932.838, 3.988 in più rispetto alla settimana scorsa, con un incremento del 62,3% rispetto al 31 dicembre 2015, data che segna la conclusione della “fase 1” del programma; tra questi, sono 496.914 quelli cui è stata proposta almeno una misura del programma, 2.124 in più rispetto alla settimana scorsa, con un incremento, rispetto al 31 dicembre 2015, del 95,4%.

Aumenta anche il numero dei giovani che si registrano: sempre all’11 maggio, gli utenti complessivamente registrati sono 1.350.095, 5.011 in più rispetto a una settimana fa, con un incremento del 47,7% rispetto al 31 dicembre 2015. I giovani registrati al netto delle cancellazioni oggi sono 1.160.570. Nella sezione “Giovani Imprenditori”, il report contiene l’aggiornamento del dato relativo ai giovani che stanno presentando le domande di finanziamento a SELFIEmployment. Al 10 maggio, dopo l’entrata in vigore (il 12 settembre 2016) del nuovo format on line per la presentazione delle domande -che consente l’accesso al finanziamento agevolato anche ai giovani che non abbiano concluso un percorso di accompagnamento finalizzato all’autoimprenditorialità- i giovani che hanno iniziato l’iter on-line per l’ammissione al finanziamento sono 1.474; 1.297 sono le domande in fase di valutazione dall’avvio del progetto.

Procede anche l’attuazione di “Crescere imprenditori”, l’iniziativa nazionale promossa dal Ministero e attuata da Unioncamere per supportare l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità attraverso attività di formazione ed accompagnamento all’avvio di impresa. Al 10 maggio sono 2.955 i giovani che hanno superato il test on-line di valutazione delle capacità imprenditoriali richieste per partecipare alla formazione finalizzata alla redazione del business plan; 1.716 sono stati avviati ai percorsi, 1.323 li hanno già conclusi con profitto.

Il Report contiene anche un focus sul successo di “Crescere in Digitale”, progetto promosso dal Ministero del Lavoro insieme con Google ed Unioncamere, che offre agli iscritti al programma Garanzia Giovani l’opportunità di approfondire le proprie conoscenze digitali attraverso 50 ore di training online: a 87 settimane dal lancio sono 97.007 i giovani iscritti attraverso la piattaforma www.crescereindigitale.it; di questi 54.991 hanno completato il primo modulo e 9.478 hanno completato tutto il corso.

Le imprese che hanno aderito al progetto sono 5.811, disponibili ad accogliere 8.275 tirocinanti. Da sottolineare che le imprese che decideranno di assumere il giovane al termine del tirocinio potranno beneficiare di incentivi fino a 8.060 euro.

Carlo Pareto

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