martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Anni di centenario
riscoprire la grande guerra
Pubblicato il 26-05-2017


grande guerraAnni di centenario e anni di celebrazioni in Italia, di ricordo della tragica epopea della prima guerra mondiale. Se ne approfitta per organizzare iniziative, viaggi, per promuovere turismo culturale, per pubblicare volumi, a volte di grande interesse, a volte su argomentazioni trite e ritrite che poco o nulla di nuovo hanno da dire. Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare, per lavoro, a moltissime di queste iniziative ma devo dire che difficilmente pareggiabile è stato il seminario internazionale organizzato a Casa Saffi a Forlì da Clio-Net, l’associazione in rete di storici, in larga parte emiliano marchigiani, che ha offerto, il 19 maggio scorso, una giornata di approfondimento davvero di rilievo, con relatori tra i più qualificati sull’argomento e giovani ricercatori che hanno portato nuova luce sui filoni di indagine più interessanti relativi al conflitto 1914-18.

Ad aprire i lavori è stato il coordinatore scientifico del convegno Carlo De Maria, docente universitario e direttore dell’Istituto storico di Forlì – Cesena, che ha inteso offrire un inquadramento di un conflitto che si è contraddistinto come confitto industriale e moderno, evidenziando le trasformazioni connesse all’esperienza tragica della vita di trincea, dalla nazionalizzazione delle masse alla massificazione della politica, stagioni aperte dall’introduzione del suffragio universale maschile. La grande guerra è stata la cesoia storica che ha segnato la fine dell’ottocento, che ha aperto la stagione dei totalitarismi, che ha evidenziato l’inadeguatezza del vecchio stato liberale nel preservare gli istituti democratici. Nelle varie sessioni del seminario sono stati toccati moltissimi temi, dai movimenti politici, con Luca Gorgolini (anch’egli coordinatore scientifico dell’iniziativa) che ha toccato l’esperienza della federazione giovanile socialista, Alessandro Luporini quella degli anarchici, Laura Orlandini dei cattolici e Alberto Ferraboschi il caso di alcuni intellettuali, fino all’arte, e in questo contesto è spiccata la splendida relazione di Maria Elena Versari, docente negli Stati Uniti, sul futurismo. Si è poi parlato di guerra industriale, di guerra chimica, si sono toccati temi come il combattentismo, il fronte interno, l’economia di guerra, il tutto con relazioni qualificate che hanno evidenziato anche lo stato della storiografia italiana e internazionale contemporanea, con la massima attenzione alle fonti. Il quadro emerso a Forlì è stato sicuramente delineato in modo chiaro e rigoroso, evidenziando come il mondo accademico e il mondo della ricerca italiana hanno ancora molto da dare allo studio del primo conflitto. C’è da attendere con grande impazienza la pubblicazione degli atti, che dovrebbe avvenire entro fine anno per Unicopli. Si tratterà senza dubbio di uno dei libri più nuovi e accattivanti di questi anni del centenario.

Leonardo Raito

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