lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sanchez torna a dirigere il Psoe, ma la sfida è ora
Pubblicato il 22-05-2017


spagna sanchezSanchez la spunta. Il vecchio segretario, colui che si era guadagnato l’inimicizia del PSOE per via della sua ostinazione nel voler cercare un’alternativa ad ogni ipotesi di governo con Rajoy ed il Partito Popolare, è tornato al suo posto in vetta al partito.
Il suo merito è quello di aver messo la base al primo posto, avviando una campagna elettorale senza precedenti che lo ha portato a girare tutto il paese dopo essersi dimesso dal Parlamento in seguito alla sua opposizione a larghe intese e, come poi effettivamente accaduto, a governi di minoranza. Le primarie lo hanno incoronato con il 49% dei consensi contro il 40% della sua principale avversaria, la presidente andalusa Susana Diaz, e il 10% del basco Patxi Lopez.
Sconfitti invece i “baroni”, ossia lo stesso establishment del partito che lo aveva costretto alle dimissioni in seguito alle sue scelte politiche. Tutti (o quasi) avevano puntato ferocemente sulla Diaz, data per favorita alla vigilia.
Adesso molti i timori sulla tenuta del governo. Il partito svolta nuovamente a sinistra – ma con la dichiarata volontà di non rincorrere Podemos – e per il futuro molti commentatori profilano lo spettro dell’instabilità politica. Sanchez sta subito stemperando i toni, dichiarando di voler ricomporre le relazioni con i “baroni”, in attesa del congresso di metà giugno.
Le sfide sono appena all’inizio, a cominciare dalla mozione di sfiducia mossa da Podemos e che il partito di Iglesias promette di ritirare nel caso il PSOE passi all’opposizione presentandone una propria.

Giuseppe Guarino

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