lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassalini:
Tar sui direttori dei musei e malafede
Pubblicato il 26-05-2017


Caro Direttore,
leggo commenti, sulla questione della sentenza del Tar sui direttori dei musei e mi chiedo: ma quanto potrà resistere lo stato di diritto a una cultura politica (e giuridica) che sembra essersi scordata cosa esso sia? Quanto ci metterà la cosiddetta “post-verità” a costruire le condizioni per il passaggio alla “post-democrazia”? Cosa possiamo fare per arginare un processo che pare essere dilagante? Ecco, l’ho detto, adesso saltatemi pure addosso… In realtà farei un passaggio più semplice senza tirare in ballo le post verità a post democrazia e cioè’ che con delle sentenze di questo tenore non si può fare innovazione in Italia, questo e’ il lato drammatico. Sull’esito prodotto da queste sentenze mi trovo d’accordo. Ma è la reazione di chi imputa il problema alle sentenze e non alla necessità di un adeguamento normativo che consenta quell’innovazione di cui si parla, che sto stigmatizzando. Il problema, insomma, non è che ci sono i giudici che applicano le leggi (magari sbagliando, ma per questo ci sono gli appelli e diversi gradi di giudizio) ma che le leggi non funzionano o non producono gli effetti desiderati. Allora che si cambino le leggi, non si cancellino i giudici. E se si ritiene che i giudici abbiano sbagliato, si offrano argomenti giuridici per spiegare dove hanno sbagliato, non argomenti politici per trovare il capro espiatorio su cui addossare una colpa che invece è in buona parte nel campo della politica. Questo intendo. Aggiungo che la questione non è relativa solo alla nazionalità dei nominati, ma anche e soprattutto alla mancata trasparenza dei concorsi. E questo mi sembra molto, molto grave. Per la nazionalità ci può essere stato un errore dei burocrati ministeriali, ma per la mancata trasparenza c’è di sicuro malafede e il mio Paese sui concorsi poco trasparenti dal passato, al presente e per il futuro…!?!

Celso Vassalini
Cittadino Europeo

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Commenti all'articolo
  1. Caro compagno Vassalini,
    le faccio l’esempio della “bocciata” Martina Bagnoli, già direttrice delle Gallerie Estensi di Modena, Ferrara e Sassuolo, come ce la racconta oggi la Gazzetta di Modena. E’ una storica dell’arte con oltre 20 anni di esperienza in campo internazionale: nata e cresciuta in Italia, ha studiato per anni all’estero, prima all’Università di Cambridge e successivamente alla John Hopkins University di Baltimora, dove ha ottenuto il dottorato. Da molto tempo è impegnata nello studio dell’arte medievale, tema sul quale ha al suo attivo un’ importante bibliografia. Da poco più di due anni dirigeva le Gallerie Estensi di Modena, Ferrara e Sassuolo, uno dei 20 musei autonomi designati dalla recente riforma Franceschini. Precedentemente è stata direttore delle collezioni di arte medievale del “Walters Art Museum” di Baltimora, USA, dove ha curato diverse esposizioni in particolare dedicate all’arte antica. Le sembra un profilo inadeguato per il ruolo che ricopriva?
    I più cordiali saluti,
    Andrea Malavolti

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