venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
La strategia per la bioeconomia
Pubblicato il 22-05-2017


La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha promosso  la strategia per la bioeconomia con previsione di sviluppo fino al 2030.Tutti coloro che sono interessati all’argomento possono esprimere le loro opinioni sul progetto attraverso la consultazione del sito Web dell’Agenzia per la coesione territoriale.Si tratta di un’opportunità unica per la convergenza del trinomio Ambiente-Economia-Società.Si basa su argomenti da sviluppare di 8 titoli con 36 pagine tematiche.A livello regionale il ventaglio della bioeconomia si concentra sul tema:Materie prime ed opportunità derivanti dai rifiuti organici,l’impatto sull’ambiente e la conservazione del capitale naturale.Entro il 2030 l’Italia,tramite investimenti per la bioeconomia ,punta a un giro d’affari da 300 miliardi di euro e dare lavoro a 2 milioni  di giovani da occupare nel settore.L’innesto rifiuti-bioeconomia garantirà una effettiva sinergia tra amministrazioni pubbliche nazionali,regionali e locali e cluster tecnologici che operano  nella bioeconomia,migliorando la raccolta e il riciclaggio e trarre valore dalla produzione dei rifiuti organici urbani,dall’economia circolare,quindi biomasse,parti di scarto.La tipologia di un centro integrato per la valorizzazione dei rifiuti organici urbani dovrebbe avere le seguenti caratteristiche minimali:-quantità di Forsu trattata=100mila tonn/anno-produzione di energia elettrica=13milaMwh/anno,produzione di gas metano da immettere in rete,produzione di compost da distribuire a prezzi calmierati alle aziende agricole presenti in zona,superficie richiesta=40mila mq,personale previsto=n°20 operatori.Al suddetto impianto base si potrebbe aggiungere un processo di lavorazione alimentato sia da residui di origine vegetale(scarti dell’agricoltura,tranciato di mais,farine di scarto….)che di origine animale(reflui di bestiame e carcasse).Le dimensioni e le caratteristiche dell’impianto dipendono ovviamente dalla quantità e dalla natura dei residui che verranno utilizzati.Il fabbisogno energetico necessario ai processi di lavorazione sarà interamente autoprodotto dagli impianti stessi.La problematica dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed in particolare di quelli organici domestici o provenienti dalla ristorazione è diventata ormai una priorità.Oggi come in tutte le cose c’è chi è favorevole e chi no.Il criterio da prescegliere rientra in una decisione di grande impatto socioeconomico che deve avere il sostegno favorevole della maggioranza delle istituzioni e dei cittadini del luogo che verrà prescelto.Certamente oggi vengono espresse tecniche tali che potrebbero tranquillizzare i cittadini,ma è opprtuno che se ne discuta tutti insieme,tecnici,professionisti e cittadini.Si parli se esistono dei vantaggi o degli svantaggi,Trattasi di una scelta importante per le generazioni future.Oggi il progresso delle tecnologie e dei postulati scientifici per la valorizzazione dei rifiuti,finalizzata al transito dei risultati da problema a risorsa,ha raggiunto livelli di tutto rispetto per l’ecocompatibilità ambientale e l’innesto produttivo nella bioeconomia.Circa il frazionamento dei RSU nell’amibito della raccolta differenziata ci conforta la notizia che l’umido invertealla raccolta il trend e avanza mentre diminuisce la frazione indifferenziata da destinare ai Termovalorizzatori o alle discariche.La percentuale della frazione umida rispetto alla raccolta indifferenziata è passata dal 7% del gennaio 2016 al 17% dello stesso mese del 2017.Si spera nella diffusione su scala nazionale di validi impianti per il trattamento dell’umido.

Manfredi Villani

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