domenica, 28 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Organizzazione del lavoro
e produttività
Pubblicato il 02-05-2017


L’archeologia industriale ha un retaggio ultracentenario.Soltanto all’inizio del secolo scorso l’industria americana scoprì con il taylorismo l’organizzazione scientifica del lavoro al fine di migliorare con la produttività lo sviluppo economico delle Aziende ed elargire significativi benefici remunerativi ai dipendenti.Oggi il concetto di produttività del lavoro ha assunto valori più stringenti ed operativi, derivabili da sistemi automatizzabili.Sistemi che si stanno estendendo su vasta scala in variegati settori lavorativi.In pratica ogni miglioramento salariale o investimento di sviluppo richiede corrispettivi utili aziendali.Utili che vanno fatti scaturire sia dal mercato della produzione che dalla quantità e qualità del prodotto finito che la forza-lavoro è in grado di realizzare nei tempi prefissati dal programma prescelto.Ottimizzare l’organizzazione del lavoro per migliorare la produttività diventa la peculiarità imprescindibile di ogni attività lavorativa che investe ,in modo coordinato di tempi e metodi,il personale operaio,impiegatizio,tecnico,quadri intermedi e dirigenti.L’esordio del presente intervento viene proposto per evidenziare nella generalità del mondo produttivo, privato e pubblico,le origini ultracentenarie dell’organizzazione razionale del lavoro.In effetti torna utile esporre alcune tipologie salienti di produttività che hanno assunto notorietà recente tramite la stampa,la televisione e la comunicazione OnLine.Il legislatore in primis ha ha prodotto utili interventi legislativi sui rapporti di lavoro,con il dichiarato intento di assicurare maggiore certezza e flessibilità nel settore dell’economia industriale e del pubblico impiego.Già 47 anni sono trascorsi con la Legge 300/70,voluta dai compagni socialisti Giacomo Brodolini e Gino Giugni,vennero introdotte certezze del lavoro a tempo indeterminato per cui sembrava naturale dedicarsi per tutta la vita allo stesso lavoro nello stesso posto.Oggi,invece,tutto è flessibile.E’ un effetto e una causa della globalizzazione che attualizza un filone di attività congruente con le aspirazioni dei giovani e genera uno straordinario stimolo a fare sempre meglio il proprio lavoro.Un secondo aspetto di narrativa deriva dal manifesto languore in cui si va immergendo la carente produttività degli uffici giudiziari.Il ventaglio delle controversie giudiziarie risulta esteso e diventa incisivo sotto il profilo della compatibilità con la politica finanziaria.

Manfredi Villani

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