sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Roma, educazione ambientale
ed emergenza rifiuti
Pubblicato il 11-05-2017


L’emergenza rifiuti di Roma ha un retaggio di oltre cinque anni.All’inizio del 2012 il sindaco di Roma Gianni Alemanno effettuò una trasferta a San Francisco per rendersi conto dell’obiettivo rifiuto zero della California.Risultò che quella metropoli americana praticava la raccolta differenziata al 78% dei suoi RSU(Rifiuti Solidi Urbani). Quei rifiuti sono materia prima per il riciclo tecnologico,il compostaggio dell’umido ed il riutilizzo della plastica,del vetro,di carta e cartone,degli ingombranti,alluminio,polistirolo.Il riutilizzo dei suddetti prodotti ha un considerevole valore aggiunto per la cittadinanza. Il buon sindaco Alemanno,scopertosi missionario riciclone,si rese conto della diversa valorizzazione del recupero usato a San Francisco,ma non riuscì ad esportarne la tipologia a Roma.Nemmeno i suoi successori Ignazio Marino e Virginia Raggi sono riusciti a trasformare i RSU da problema a risorsa.La società municipalizzta del comune di Roma(AMA), che si occupa della raccolta dei rifiuti e di tutti i servizi ambientali della città,con un bacino di utenza di circa 3 milioni di persone,nonostante l’impegno dei suoi 7800 dipendenti,nemmeno riesce a svuotare in tempo utile i cassonetti stradali.In questi giorni in molti quartieri di Roma è riscoppiata l’emergenza rifiuti con il ritorno della immondizia in strada con i sacchi che traboccano dai cassonetti mentre gli impianti di smaltimento sono stracolmi e non riescono a ricevere le 5 mila tonnellate di rifiuti prodotte ogni giorno dai romani.Tra Regione Lazio e sindaco di Roma non funziona il dialogo,anzi esiste il continuo scarico di responsabilità sul disastro ambientale ereditato da oltre 5 anni di inerzia delle relazioni politiche.Si sospettano sabotaggi.Si ipotizza un Commissario di Governo.Non manca lo scambio di accuse tra Matteo Renzi e Virginia Raggi.In questa stravagante emergenza il nostro Avantonline ha pubblicato un saggio intervento di Loreto Del Cimmuto il quale sostiene a buon motivo che “occorrerebbe un sussulto di orgoglio della società civile e del tessuto associativo per far sentire la voce della città e scuoterla da uno stato di rassegnato abbandono,come se non ci fossero alternative.Che invece ci sono,vanno organizzate e rese credibili.”Per le ipotizzate alternative di Loreto Del Cimmuto ritengo utile la rilettura di due articoli dell’Avantionline.Il primo,pubblicato il 12-07-2016 con titolo:Bene le multe a chi sporca Roma.Il secondo,pubblicato il 09-08-2016 con titolo:Rifiuti il declino di Roma.In conclusione aggiungo una terza ipotesi di risoluzione tecnologica della crisi che sta attenagliando Roma.La priorità dell’educazione ambientale va riposta nella “differenziata”dei RSU.Per migliorare la raccolta differenziata e diminuire la quantità dei rifiuti che mandiamo in discarica o nei Termovalorizzatori,occorre dotarsi di impianti ECOPOINT.Ogni ECOPOINT è formato da una piattaforma di contenitori metallici interessati per la raccolta selettiva di umido,plastica,secco,vetro,carta e cartone,multimateriale generico.I contenitori vanno interrati e dotati in superficie da torrette per il conferimento dei diversi tipi di rifiuto.Individuato il contenitore che si intende utilizzare si sblocca lo sportello mediante una chiave elettronica(LED)reperibile presso l’Amministrazione comunale di Roma.Lo svuotamento periodico dei contenitori rientra nella competenza del personale AMA La frequenza degli interventi va commisurata alla capacità di contenimento dei contenitori interrati ed alla utilizzazione quotidiana dell’ECOPOINT da parte della cittadinanza.

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