martedì, 27 giugno 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Michele Pascale:
Macron non è uno di noi
Pubblicato il 07-05-2017


Macron presidente. Taluni dicono che l’Europa è salva. Permettetemi di dissentire. È salva dai fascisti, ma verrà uccisa dai burocrati e dai tecnocrati. A sinistra ci si scherza su: si dice che Macron è uno di noi: Renzi, ad esempio, seguito da una pletora di replicanti piccoli e grandi, ha cercato fin dal primo turno delle presidenziali Francesi di mettere il cappello su Macron, dicendo che il PD è sbarcato in Francia. Comprendo le esigenze mediatiche legate alle primarie, ma con il dovuto rispetto, Macron è un’altra cosa. Carriera rapida alla corte dei Rotschild, uomo della grande finanza internazionale che va dritto allo scopo. Europeista della burocrazia e dell’euro. Un Mario Monti dal volto (ma solo dal volto) umano.

Comprendiamo bene le differenze. A confronto del neo eletto presidente francese Matteo Renzi è un boy scout della Toscana. E non lo dico in termini offensivi: i boy scout sono molto più simpatici degli squali. Comprendo le necessità mediatiche. Con la campagna per le primarie in corso Macron faceva da traino. Le primarie del PD sono finite e possiamo tornare alla realtà, chiamando le cose per nome e cognome.

A sinistra del PD si scherza ancora di più: scongiurato il pericolo fascista, si dice, faremo opposizione ai conservatori. Per carità. Antifascisti sempre. Ma dobbiamo comprendere che contro la tecnocrazia non basta fare “opposizione”. Ci vuole un idea forte di come ricostruire i rapporti sociali, di gestione della cosa pubblica, di giustizia sociale. Idea forte che, sia in Europa che in Italia, non c’è. Sia nel PD che alla sua sinistra abbondano le narrazioni, le citazioni e le parole d’ordine. A livello pratico non c’è programmazione e pianificazione, ma vige la triste filosofia del “un colpo al cerchio e uno alla botte”. Abbondano i provvedimenti a carattere promozionale (vedi i famosi ottanta euro) ma deficitano le azioni strutturali. Attenzione però: la magagna non è solo nell’asse di governo Renzi-Gentiloni, né solo nel cosiddetto “giglio magico”. Anche i vari D’Alema, Orlando, Emiliano, Fassina, Bersani, Fratoianni, con le loro piccole e sgangherati corti, pur criticando, non riescono a costruire un orizzonte intellettuale, ideologico e politico che sia all’altezza delle sfide del nostro tempo. Fossero loro al governo si ricalcherebbe, pari pari, il cerchiobottismo renziano.

Per cui mi perdonerete se respingo la santificazione, tattica o strategica di Macron. Macron, semplicemente, non è uno di noi.

Mario Michele Pascale

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento