martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Se vola Alitalia vola l’Italia?
Pubblicato il 04-05-2017


Era uno dei tanti slogan del nostro ex presidente del Consiglio. Spero che non ci abbia azzeccato. Perché se la frase vale anche all’incontrario. visto che Alitalia affonda, dovrebbe portarsi dietro l’intero Paese. Difficile l’impresa di accumulare debiti così ingenti e progressivi. Più Alitalia vola e più s’indebita. E questo rappresenta un caso nel panorama mondiale. Dunque proprio se vola Alitalia l’Italia affonda. Francesco Giavazzi sul Corriere di oggi commenta con la consueta chiarezza il dramma della nostra compagnia aerea di bandiera. Già nel 2004 si facevano questi conti. Ogni ora di volo Alitalia perde 50mila euro. Negli ultimi tre esercizi ha perso 400 milioni. E quest’anno ne perderà altri cento. Il mercato mondiale si é aperto alla concorrenza e Alitalia é progressivamente scesa dall’80 al 50 per cento sul territorio italiano, mentre su quello internazionale é divenuta irrilevante.

Da allora mentre tutte le compagnie aeree aumentavano voli e velivoli, Alitalia perdeva ulteriori quote e gli aerei a lungo raggio passavano da 27 a 25 contro i 110 di Aer France e i 260 di British Airways. Contemporaneamente la compagnia passava ad un gruppo di cosiddetti capitani coraggiosi che su sollecitazione del governo Berlusconi avevano il compito di bloccare l’intervento di Aer France e di mantenere l’italianità della compagnia, per sfociare poi nel tentativo di Etihad, col suo ingresso anch’esso fallimentare. Negli anni lo stato ha versato ad Alitala la bellezza di 7,4 miliardi, quasi il costo dell’operazione degli 80 euro. E adesso si appresta a versare altri 600 milioni, a titolo di prestito, per permettere alla compagnia di mantenere i suoi voli fino al 31 ottobre.

Non esiste al mondo una compagnia aerea nazionale, con 12mila dipendenti, che non solo non produce utili, ma che più lavora più produce perdite e che rappresenta un fardello enorme per le casse dello stato. Ma a cosa serve una compagnia del genere? Non ai turisti che vengono in Italia in buon numero (forse non ancora come sarebbe possibile) e prevalentemente con altre compagnie, non agli italiani che vanno all’estero ormai prevalentemente con voli low cost (l’aeroporto di Bergamo é divenuto il terzo in Italia grazie a questi voli, dopo Linate e Fiumicino). Bisogna pur prendere atto del fallimento completo di una classe dirigente, da Cimoli a Montezemolo, profumatamente retribuita, chiamata al capezzale di un malato al quale ha somministrato il veleno. Il ministro Delrio sostiene oggi la necessità di individuare un interlocutore che compri tutta Alitalia, con l’aiuto dei tre moschettieri Gubitosi, Laghi e Paleari. Speriamo che dal suo cilindro esca un coniglio. I cittadini italiani sono stanchi di pagare debiti. Sperando che Alitalia voli, poco. Per non vederli aumentati.

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