domenica, 28 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Somalia, due minorenni rischiano l’esecuzione
Pubblicato il 10-05-2017


somalia minorenniCinque sono stati messi a morte l’8 aprile, altri due potrebbero fare la stessa fine molto presto. Sono sette ragazzi arrestati lo scorso dicembre a Bosaso, nel Putland, regione della Somalia nord-orientale, e condannati alla pena capitale.

In questo paese dell’Africa orientale alle prese con drammatici conflitti interni e gravi crisi umanitarie, il destino dei più giovani non è particolarmente fortunato. Secondo l’Unicef, ci sarebbero oltre 5mila bambini soldato reclutati da al-Shabaab e da altri gruppi armati.

Potrebbe passare quasi sotto silenzio il destino di sette giovani dai 14 ai 17 anni colpevoli di aver ucciso tre alti funzionari. Ma un appello di Amnesty International ha gettato un po’ di luce e di speranze sui soli due sopravvissuti dopo che un mese fa un primo giro di esecuzioni ha fatto ‘giustizia’ per cinque di loro. Poco importa alle autorità che i sette siano stati lasciati marcire in containers per due settimane dopo il loro arresto prima di essere trasferiti in una stazione di polizia, che siano stati sottoposto a brutalità e torture come due ragazzi hanno detto alle loro famiglie, tra violenze sessuali, scariche elettriche, simulazioni d’annegamento. Alla fine hanno confessato il delitto e firmato la loro condanna. Probabilmente quello che le autorità volevano fin dal principio, in fin dei conti a chi importa della sorte di sette di un clan minoritario discriminato ed emarginato del Puntland, il Madibaan. Processo davanti a un tribunale militare e nessuna assistenza legale. Pena di morte confermata in appello.

Ora, a Mohamed Yasin Abdi e Daud Saied Sahal resta ben poco o forse molto di più di quel che finora è stato concesso loro: gli appelli delle organizzazioni umanitarie e la pressione internazionale.

Firma l’appello di Amnesty International

Massimo Persotti

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