giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

LA MEDIAZIONE
Pubblicato il 26-05-2017


G7 summit

Donald Tusk, Justin Trudeau, Angela Merkel, Donald Trump, Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron, Shinzo Abe, Theresa May Jean-Claude Juncker

Si è aperto ufficialmente, con la foto di famiglia nella suggestiva cornice del Teatro greco, il vertice del G7 di Taormina. Dopo la strage di Manchester di lunedì, la lotta al terrorismo è finita inevitabilmente in alto nella nell’agenda del lavori. Più difficile sarà trovare un’intesa sugli altri temi, dai cambiamenti climatici al commercio internazionale, al centro della ‘rivoluzione’ portata da Donald Trump nei primi quattro mesi alla Casa Bianca. “Chiediamo risultati”, ha spiegato il padrone di casa, Paolo Gentiloni, in un videomessaggio. “Sappiamo che non sarò un confronto semplice ma lo spirito di Taormina ci può aiutare nella direzione giusta”. In particolare, il premier ha ribadito che “su terrorismo e sicurezza, dal summit ci sarà una dichiarazione importante”. “È il vertice più difficile”, ha ammesso in una conferenza stampa il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk che ha evidenziato le divergenze nelle posizioni su clima, commercio, sicurezza promettendo che “la Ue farà di tutto per un accordo e lavorerà per l’unità”. Tusk ha anche auspicato che il G7 mostri unità sull’Ucraina e che le sanzioni alla Russia siano confermate fino alla completa applicazione degli accordi di Minsk.

“La mia impressione – ha detto il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk – è che sull’Ucraina siamo più o meno sulla stessa linea con Trump e Tillerson. Sono meno ottimista sui piani e le intenzioni di Trump. Ma sull’Ucraina penso che possiamo raggiungere una posizione comune con gli Usa e possiamo continuare la nostra linea comune verso la Russia, incluse le sanzioni”. Stessa unità di veduta sul terrorismo. Tusk si è detto d’accordo con Trump sul pugno duro.

La discussione vera sarà quella sui migrati. Tema quale si profila un compromesso. “Un buon compromesso” hanno affermato fonti diplomatiche. “Si riconosce l’approccio globale al problema, anche a lungo periodo con il coinvolgimento dei paesi di origine e la responsabilità condivisa”. Si continua a lavorare sui due paragrafi ad hoc del testo finale, ma “non ci sono problemi” con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza. Nella bozza di documento finale ancora in fase di negoziazione si legge: “Pur sostenendo i diritti umani dei migranti e rifugiati riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli netti di immigrazione, come elementi chiave della loro sicurezza nazionale e del loro benessere economico”. E ancora: “La gestione e il controllo dei flussi di migranti richiede – pur tenendo conto della distinzione fra rifugiati ed emigrati economici – sia un approccio d’emergenza che uno di lungo termine”. E per quest’ultimo i leader del G7 “sono d’accordo nello stabilire partnership per aiutare i Paesi a creare nei loro confini le condizioni che risolvano le cause della migrazione”.

Gli occhi del mondo al summit sono ovviamente puntati su Trump, al suo esordio al G7 anche per le notizie rimbalzate dagli Usa sul ‘Russiagate’, in cui appare implicato anche il 36enne genero e super consigliere del presidente americano, Jared Kushner. Imponenti le misure di sicurezza, con 10.000 uomini a proteggere i leader di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti: nella cittadina siciliana le strade sono completamente deserte, i negozianti hanno ‘blindato’ le vetrine con assi di legno e lamiere, per il timore dell’arrivo degli antagonisti che potrebbero decidere di manifestare sul lungomare di Giardini Naxos, non lontano dall’Hotel San Domenico in cui si tengono le riunioni dei leader. Insomma terrorismo migrati e clima. “Per noi l’accordo di Parigi è da applicare interamente” ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Stesso tenore da parte di Tusk che mira a “mantenere il G7 unito sulla considerazione che l’immigrazione è una questione globale, e non regionale. Sul clima le posizioni di Europa e Usa sono molto diverse. Ma il consigliere economico del presidente americano, Gary Cohn ha assicurato che Trump è “disponibile ad

ascoltare con chiarezza cosa i leader europei hanno da dire sull’accordo sul clima di Parigi”.”Abbiamo avuto un incontro molto amichevole e costruttivo con il presidente Trump” ha aggiunto Jean-Claude Juncker . “Non è vero che ha un approccio molto aggressivo sul surplus commerciale” riferendosi al confronto fra Washington e l’Europa, e in particolare la Germania, sul surplus commerciale. “Ho chiarito al presidente Trump che non può raffrontare la posizione commerciale degli Usa con quella di un singolo Paese ma piuttosto con quella complessiva dell’Europa”. Una nota di colore e un piccolo giallo è arrivato dal settimanale tedesco Der Spigel secondo il quale Donald Trump, nel criticare il surplus commerciale della Germania ha detto che “i tedeschi sono cattivi, molto cattivi”. A riportare il virgolettato del capo della Casa Bianca è stato lo Spiegel on line, che lo ha appreso da fonti che hanno partecipato al summit con i vertici Ue. “Guardate quanti milioni di auto vendono negli Usa. Spaventoso. Questo lo fermeremo”, avrebbe detto anche. Jean-Claude Juncker è corso ai ripari cercato di smorzare i toni : “E’ solo un problema di traduzione: Trump non ha voluto dire che i tedeschi sono cattivi, ma che con la Germania e con i tedeschi ci sono dei problemi”. Episodio che il governo tedesco comunque non ha voluto commentare in quanto si tratta di “presunte dichiarazioni che emergono da incontri confidenziali”.

Fuori dal G7 le proteste con Greenpeace e Oxfam che nel giorno dell’apertura del G7 hanno dato vita a due flash mob sul lungomare di Giardini Naxos: “Stop climate exchange” era scritto su degli striscioni che gli attivisti di Greenpeace hanno srotolato in mare a bordo di alcune canoe, mentre sulla spiaggia una statua della libertà con indosso un salvagente componeva la scritta “climate justice now”.

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