mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Taormina, i Gisettini
contro il terrorismo
Pubblicato il 26-05-2017


Evidentemente i Gisettini non avevano null’altro di serio di cui discutere visto che  hanno deciso che il tema più importante dell’incontro di Taormina, oltre ai saluti e le pacche sulle spalle, è il Terrorismo!

Per attenuare questo problema sarebbe sufficiente che i padroni e signori del Pianeta non sfruttassero più i Paesi poveri…non serve consumare tanto carburante per prendere questa decisione. La prenderanno? Assolutamente no, si inventeranno di tutto pur di non ammettere una banale verità. Le genti dell’Africa continueranno a migrare come è sempre successo, perché il loro reddito procapite è dalle sei alle dodici volte inferiore rispetto a quello dei Paesi d’Occidente, quindi saranno sempre tentati di raggiungere l’Eldorado, ma è un’altra cosa rispetto alla fuga biblica provocata dalle guerre alimentate dagli armamenti venduti a piene mani dai Gisettini.

Aiutiamoli a casa loro, amano ripetere da sempre gli “ostinati” cultori del sapere, e ancora continuano affermando che l’operazione ci costerebbe molto meno che ospitarli a casa nostra. Vorrei tranquillizzare i signori inventori della citazione “aiutiamoli a casa loro” ricordando che non costerebbero nulla se la smettessimo di sfruttarli, e contestualmente bombardarli con le armi più sofisticate come come la finanza. Per aiutarli, possiamo comprare le loro merci ad un prezzo onesto, e vendere i nostri prodotti (meno le armi) a valore di mercato, tutto qui!

Vi pare difficile o dobbiamo andare a Taormina per fare una foto di gruppo? A me sembra un po’ cara, però capisco che a volte l’ostentazione del potere è necessaria per frenare gli appetiti dei rivoltosi. Cosa scatena l’odio di questi invasati che si fanno esplodere in nome di Allah dovrebbe essere il tema dei Gisettini, ma a condizione che coinvolgano le migliori menti della psicologia e della psichiatria per capirci qualcosa; anche se è un azzardo, perché da questo ipotetico summit potrebbero emergere tutti i nostri egoismi, deliri di onnipotenza, coercizione fisica e psicologica esercitata nei confronti dei Paesi più “fragili”: possibili cause scatenanti del terrorismo di ultima generazione.

A quel punto cosa facciamo, ci auto-processiamo al Tribunale dell’Aia nella duplice veste di giudici e accusati? Un rischio che non possiamo correre, meglio lasciare le cose come stanno e muovere il mondo per dare la caccia a quattro terroristi integralisti che turbano lo scorrere della nostra vita. Amareggiato? Molto! Molto nel senso che sono stati decine di milioni i morti ammazzati nel mondo negli ultimi anni, ucicsi dalla vendita delle nostre armi obsolete, e di terzultima generazione. Meno che in Arabia Saudita, dove vogliono i sedili dei bombardieri rivestiti di “pelle umana” con la cloche in oro massiccio tempestata di pietre preziose.

Angelo Santoro

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Commenti all'articolo
  1. A Taormina i leader del G7 si confronteranno per risolvere alcune delle sfide più ostinate che il mondo fronteggia. Uno di questi temi urgenti – scrive Julia Gillard sul Corriere della Sera – è la capacità dell’economia globale di dare speranza e opportunità a tutti i giovani del mondo. Papa Francesco ci ha giustamente rammentato che «abbiamo condannato i nostri giovani a non avere uno spazio di reale inserimento, perché lentamente li abbiamo emarginati dalla vita pubblica obbligandoli a emigrare o a mendicare occupazioni che non esistono più o che non permettono loro di proiettarsi nel futuro». La sfida che il Papa ha espresso a parole, è stata illustrata con numeri dettagliati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Questa organizzazione, nel suo rapporto 2016 sull’occupazione giovanile, stima che dopo anni di lento miglioramento, la disoccupazione giovanile nel mondo è salita, nel 2016, oltre il 13 per cento: 71 milioni di persone.

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