martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

SALUTE PUBBLICA
Pubblicato il 11-05-2017


2292134_bambini_scuola_elementareDopo le polemiche e le bufale, arriva il ministro della Salute a mettere ordine su una questione delicata come la vaccinazione. “Ho pronto un testo di legge che prevede l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola dell’obbligo, con un ampliamento di quelle già indicate”, ha detto Beatrice Lorenzin rompendo tutti gli indugi al riguardo e ha aggiunto: “L’ho inviato oggi al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, e lo porterò domani in Consiglio dei ministri. Ovviamente non potrà essere approvato domani, perché necessiterà di approfondimenti e di una discussione anche da parte del ministero dell’Istruzione, per valutare se i tempi sono veramente maturi per fare una legge che ci riporti in sicurezza”.
Il decreto è quindi ora nelle mani del presidente del Consiglio e venerdì verrà esaminato in CDM, non è prevedibile il voto, considerata la forza della proposta che non troverà d’accordo il ministero dell’Istruzione. Per Valeria Fedeli il provvedimento potrebbe creare una contrapposizione tra diritto alla salute e all’istruzione. Ma un accordo tra i due ministeri serve, anche perché alla domanda se le vaccinazioni saranno obbligatorie già da settembre, Lorenzin ha risposto, “Ovviamente questa è una valutazione che dobbiamo fare con il Miur. Io so che questa mia proposta non sarà semplice, perché purtroppo c’è ancora una larga parte del popolazione che ritiene di non voler vaccinare i propri figli”.

Il “no” ai vaccini arreca già notevoli danni sulla copertura soprattutto dei più piccoli, che sono anche quelli più a rischio. Anche per il 2015 (ultimi dati disponibili), in concomitanza con l’aumento della popolarità dei ‘NoVac’, le coperture vaccinali pediatriche a 24 mesi confermano l’andamento in diminuzione in quasi tutta Italia. È questo uno dei motivi che ha convinto il ministro Beatrice Lorenzin a proporre l’obbligatorietà della vaccinazione per l’iscrizione alle scuole dell’obbligo. Obbligo che decadde nel 1999, dopo che per oltre trent’anni, e cioè dal 1967, era stato invece indispensabile per l’iscrizione. Di conseguenza oggi è possibile frequentare la scuola anche senza essere vaccinati.

“Ho immaginato questo decreto – ha fatto sapere il ministro Lorenzin – che pone l’obbligatorietà per l’accesso alla scuola dell’obbligo, con il ministero della Salute che ogni anno dà la lista di quelle che sono le vaccinazioni obbligatorie, superando anche la dicotomia tra vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Tutte le vaccinazioni che sono nel piano vaccinale approvato nei Livelli essenziali di assistenza sono necessarie per la salute delle persone, poi ce ne saranno un gruppo che saranno obbligatorie per l’accesso alla scuola dell’obbligo.

Il calo riguarda sia le vaccinazioni obbligatorie (anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B), che alcune di quelle raccomandate. Una “debacle”, come viene definita dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha costretto l’Emilia Romagna (e altre Regioni seguiranno) a vietare l’iscrizione al nido ai bambini non vaccinati, e che sta portando in questi primi mesi del 2017 a un allarmante epidemia di morbillo. I dati parlano chiaro: le uniche coperture che mostrano un incremento del dato nazionale sono pneumococco e meningococco (nei due anni precedenti avevano registrato bassi valori in alcune Regioni e PA). Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute la copertura media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenza è stata del 93,4 per cento, in calo rispetto agli anni precedenti (94,7 per cento nel 2014, 95,7 per cento nel 2013 e 96,1 per cento nel 2012).

Solo 6 Regioni hanno superato la soglia del 95 per cento per la vaccinazione anti-polio, mentre 11 sono addirittura sotto il 94 per cento. I dati di copertura vaccinale per morbillo e rosolia sono passati dal 90,4 per cento nel 2013 all’85,3 per cento nel 2015. Un trend confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali a 36 mesi (relative ai bambini nati nell’anno 2012), che permettono di monitorare la quota di quei bambini, inadempienti alla rilevazione vaccinale dell’anno precedente, che sono stati recuperati.

Le coperture a 36 mesi mostrano infatti valori più alti rispetto a quelle rilevate per la medesima coorte di nascita a 24 mesi l’anno precedente e le vaccinazioni obbligatorie a 36 mesi raggiungono il 95 per cento. Nel periodo 2014-15, le coperture vaccinali contro meningococco C e pneumococco registrano lievi incrementi, rispettivamente del 3,6 per cento e del 1,5 per cento, con un’ampia variabilità territoriale. Per malattie non presenti in Italia ma potenzialmente introducibili, come la polio e la difterite, i dati del 2015 mostrano un calo che, seppure più contenuto rispetto agli anni precedenti, non si arresta. Questo dato è particolarmente importante perché l’accumulo di suscettibili (persone non vaccinate) aumenta il rischio di casi sporadici sul nostro territorio, in presenza di malati o portatori provenienti da altri luoghi.

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