domenica, 28 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Stop al cyberbullismo. Locatelli: “Un primo passo”
Pubblicato il 17-05-2017


EVIDENZA-CyberbullismoVia libera all’unanimità della Camera al disegno di legge sul cyberbullismo. Un provvedimento “dedicato” dalla presidente della Camera Laura Boldrini a Carolina Picchio, la quattordicenne che si tolse la vita dopo un episodio di bullismo in rete. “Un primo passo necessario e doveroso” ha detto la presidente di Montecitorio rivolgendosi al padre della giovane presente in tribuna. Il testo è frutto “di un lavoro lungo e complesso, che ha visto collaborare positivamente Governo e Parlamento, per raggiungere un risultato equilibrato e – ci auguriamo – efficace nel contrastare questo fenomeno, che colpisce sempre più spesso le vite di giovani e giovanissimi, siano essi le vittime o gli autori di questi atti.

Mi sembra il modo migliore per il nostro Paese di celebrare la Giornata internazionale contro l’omofobia, che ricade proprio oggi”, ha spiegato la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, dopo il sì della Camera. “L’educazione a un uso consapevole della Rete contribuirà a far crescere cittadini più coscienti delle potenzialità dei nuovi media e, soprattutto, dei rischi connessi alla diffusione di contenuti falsi, ingiuriosi o lesivi della privacy o della dignità altrui. Da una parte, quindi, vogliamo proteggere i minori da vere e proprie crudeltà, più o meno consapevoli, che possono subire da parte dei propri coetanei; dall’altra, poniamo un tassello nella costruzione di una società che valorizzi l’uso delle nuove tecnologie come strumento di confronto e condivisione, anziché di odio”, ha concluso la Finocchiaro.

Una legge che Pia Locatelli, presidente del gruppo del Psi alla Camera nella sua dichiarazione di voto definisce un primo passo. “Il gruppo socialista – conferma – voterà a favore di questo provvedimento, anche se non possiamo non notare, come hanno già fatto il relatore Beni e la collega Campana nel corso della discussione generale, che si tratta di un’occasione mancata, di un provvedimento monco. Questo provvedimento, comunque, se pur mutilato contiene molti aspetti positivi puntando non solo alla “punizione” ma soprattutto alla prevenzione e all’informazione”.

Ecco le principali novità del provvedimento:

IDENTIKIT DEL CYBERBULLO – Entra per la prima volta nell’ordinamento una puntuale definizione legislativa di cyberbullismo. Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.

OSCURAMENTO DEL WEB – Il minore sopra i 14 anni vittima di cyberbullismo (o anche il genitore) può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore. Dalla definizione di gestore, che è il fornitore di contenuti su internet, sono comunque esclusi gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca.

DOCENTE ANTI-BULLI IN OGNI SCUOLA – In ogni istituto tra i professori sarà individuato un referente per le iniziative contro il cyberbullismo. Al preside spetterà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico e attivare adeguate azioni educative. L’obbligo di informazione è circoscritto ai casi che non costituiscono reato. Più in generale, il Miur ha il compito di predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto puntando, tra l’altro, sulla formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti, mentre ai singoli istituti è demandata l’educazione alla legalità e all’uso consapevole di internet. Alle iniziative in ambito scolastico collaboreranno anche polizia postale e associazioni territoriali.

AMMONIMENTO DA PARTE QUESTORE – In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, fino a quando non vi sia una querela o denuncia il cyberbullo, sulla falsariga di quanto già è previsto per lo stalking, potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. Insieme al minore sarà convocato anche un genitore. Gli effetti dell’ammonimento cessano al compimento della maggiore età.

PIANO D’AZIONE E MONITORAGGIO – Presso la presidenza del consiglio verrà istituito un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il cyberbullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno.

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