giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Vino. Si beve meno
ma sale la qualità
Pubblicato il 23-05-2017


VinoRossoRispetto a una volta il consumatore enoico si è orientato (finalmente) sulla qualità. Infatti, si tende a bere meno come quantità strizzando l’occhiolino a vini genuini, in soldoni a prodotti più in evidenza dal punto di vista qualitativo. Parafrasando un vetusto adagio – “meglio poco ma buono” – che proprio nei confronti del “nettare scarlatto” è un atto coscienzioso oltre che di sottil apprezzamento…

Si potrebbe esordire così: dimmi che vino bevi e ti dirò chi sei –, va da sé dal punto di vista dei consumi e della preparazione enogastronomica attualmente alquanto modaiola! Il vino è sempre più destinato a divenire una sorta di carezzevole elisir da assaporare ad angusti sorsi, non certo senza consapevolezza culturale né scansando l’autocontrollo. In pratica, rispetto a un tempo, il popolo dei non astemi beve meno ma meglio e soprattutto in modo consapevole. Il termometro del cambiamento consumatore-vino è dato dalla fascia di età dei giovani sotto i trent’anni, allo stato baldanzosi protagonisti della scena enogastronomica in quanto sensibili ai consumi, ai gusti sempre più mutevoli e alle novità settoriali.

E ciò si evince grazie alla provvida indagine del Censis per Federvini – ricerca relativa al trend “enologico” nel nostro Paese. Del resto proprio il “nettare bacchico” resta il protagonista numero uno dell’export italiano (non solo dell’agroalimentare); nei fatti, un persuasivo “ambasciatore” del made in Italy anche se, con tutta onestà, siamo ancora abbastanza lontani dai numeri raggiunti nel comparto medesimo dai nostri vicini al di là delle Alpi, e vale a dire i francesi! Secondo lo screening del Censis coloro che dichiarano di bere oltre il mezzo litro di vino die è passato dal 7,4% del 1983 (anni in cui l’economia era al galoppo) ad appena il 2,3% del 2016, e cioè l’anno scorso. Senz’altro cifre eloquenti, che spaziano in un arco temporale di poco più di trent’anni e possono rappresentare un cambiamento di rotta relativamente al consumo pro capite di vino.

Una cosa da sottolineare che “incoraggia” chi cerca di fare della buona informazione di settore è la flessione del numero dei grandi bevitori – segno trasparente che l’utenza è divenuta matura, si documenta dall’origine sino alla distribuzione finale, ed è consapevole che il vino va gustato in modiche quantità a pranzo o a cena – tenendo sempre al primo posto le sue altisonanti virtù! A ogni modo questo sarebbe un modus operandi da mettere in pratica per qualsiasi prodotto reperibile in commercio, quindi non solo per ciò che si mangia e si beve. Ciò nonostante, restando al vino, sono tramontate le ere delle bevute “low cost” ove si puntava a riempire in primis il bicchiere non tenendo affatto conto delle caratteristiche e dei basilari attributi del vino.

Come più volte testimoniato, investire nella qualità di un articolo dovrebbe essere l’abitudine quotidiana del consumatore, che dovrebbe disertare cliché che alla fine non sono né saggi né portano a un risparmio vero e proprio. Nell’ardua scelta di un vino è saggio non fermarsi bruscamente alla prima chance che capita innanzi, bensì cercare senza fretta né ansia – anteponendo i pregi esclusivi del prodotto. E non fa nulla se alla fine il tutto peserà un pochino di più sull’acquisto – l’importante è comprare in serenità e bene. Naturalmente in caso di umani dubbi chiedere lumi senza provar vergogna, ci mancherebbe. In fin dei conti comperare in modo intelligente oltre che un tributo alla veneranda economia è una scelta premiante anche per la salute.

Altra foggia da sottolineare sempre argomentando di vino è berlo ai pasti (quindi, mai digiuni), farsi consigliare da chi è davvero qualificato relativamente ad abbinamenti, alla temperatura di servizio e assaporarlo mettendo la ponderatezza in pole position. Se, come visto, il consumatore italiano è oramai conscio che “il bere” di qualità è un valore atemporale, è altresì importante che comprenda che consumare alcol in modo responsabile equivale ad avere rispetto per sé e per il prossimo.

Alla vostra salute, bevendo bene, con pacatezza e senza fretta – gustando ogni singolo sorso che glorificherà il vostro impaziente palato.

Stefano Buso

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