giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

36 giorni senz’acqua per i rom di Castel Romano
Pubblicato il 26-06-2017


Riportiamo e pubblichiamo il comunicato dell’Associazione Nazione Rom e la richiesta finora passata inosservata sulla mancanza di servizi idrici alle porte della Capitale

campo romNonostante le denunce di Sabaheta Hamidovic, rappresentante dei Rom, Sinti e Caminanti (RSC) dagli studi di Quinta Colonna su Rete 4 e quelle di Marcello Zunisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom (ANR), nonostante gli interventi della Prefettura di Roma Capitale della Protezione Civile e di Acea, avvenuti sabato scorso, la situazione del campo di Castel Romano, al centro del processo di Mafia Capitale, rimane drammatica.
I container in lamiera, dove vivono bambini, anziani, decine e decine di famiglie, sono privi del piu’ importante elemento della vita, l’acqua. Da 36 giorni è completamente assente il servizio di fornitura idrica.
Il campo di Castel Romano è situato 30 chilometri fuori dal centro abitato, su una landa desolata, nel mezzo di un vero e proprio deserto sulla Pontina. I suoi abitanti devono fronteggiare giornate meteo da «bollino rosso» senza acqua. Enorme il rischio sanitario. La loro vita è in pericolo. Si registrano i primi casi di scabbia tra i bambini. I terreni su cui sono istallate le abitazioni appartiene a Salvatore Buzzi.
La Polizia Municipale di Roma Capitale, coordinata dal Comandante Lorenzo Botta, si è recata sul posto giovedi e venerdi 22 e 23 giugno 2017 accertando la drammaticità della situazione. Allertate le istituzioni, gli uffici del Dipartimento delle Politiche Sociali di Viale Manzoni, l’Assessore Laura Baldassarre, il Sindaco Virginia Raggi, il Vicecapo di Gabinetto Marco Cardilli, i dirigenti Angelo Marra e Michela Micheli.
La Prefettura, tramite il dott. Massimo Grimaldi, ha interessato Protezione Civile ed Acea per provvedere all’immediata rifornitura di acqua: sabato sono state distribuite delle bottigliette di acqua, solo ad una parte del campo, questo risulta invece diviso in quattro settori. Le famiglie e le persone, ridotte allo stremo dalla mancanza di acqua, hanno litigato tra loro per averle.
Acea, la municipalizzata di Roma Capitale, ha scoperto una inquietante realtà. E’ il Geometra Roberto Bellinzaf a raccontarla telefonicamente al legale rappresentante dell’ANR : «nel campo di Castel Romano non esiste un contatore ne una fornitura diretta. I container dove abitano le famiglie sono servite tramite un utente separato, un importante soggetto privato che se pur fornito della necessaria cubatura di acqua preferisce tenersela per se lasciando le famiglie a secco»
Solo stamani il funzionario di Roma Capitale Fabrizio Fraternali dell’Ufficio RSC si è recato sul posto per poi ripartire. Il campo di Castel Romano rimane senza acqua, un vero deserto al quale sembrano condannate centinaia di persone.
ANR si è da tempo rivolta ad ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione denunciando le gravi mancanze delle istituzioni capitoline e nazionali. Il stesso Governo di Paolo Gentiloni è stato formalmente messo sotto accusa. L’Unione Europea ha inviato all’Italia la somma di euro 2.146.000.000 (PON Metro e PON Inclusione 2014 – 2020) per garantire inclusione sociale di senza fissa dimora e RSC, ma nei campi si muore o si rischia di morire.
Chiediamo un intervento immediato ed urgente per garantire soccorso alle famiglie di Castel Romano ed un intervento della Magistratura per ripristinare lo Stato di Diritto. È in corso un’azione di pura barbarie, violenza, corruzione, razzismo, volta alla negazione della vita di RSC. I nostri diritti devono essere rispettati, siamo esseri umani e la legge è uguale per tutti.

Associazione Nazione Rom

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