giovedì, 21 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Alitalia: il 51% deve restare in mani europee
Pubblicato il 08-06-2017


commissione-europeaResta l’obbligo di proprietà del 51% in mani europee di una compagnia aerea Ue, confermando così la soglia massima del 49% per un investitore extra-Ue, ma si aprono spazi di manovra grazie alla definizione più precisa dei criteri di valutazione di Bruxelles su controllo e proprietà. È quanto emerge dalle linee guida presentate oggi dalla Commissione europea per la valutazione delle acquisizioni dei vettori Ue. “Come in tutti i settori, fare chiarezza aiuta gli investitori”, afferma una fonte Ue sull’impatto su Alitalia.

Le linee guida, già annunciate nella comunicazione sul settore dell’aviazione a dicembre 2015, non modificano né allentano le regole su controllo e proprietà del 2008, ma precisano meglio i criteri di valutazione per verificare se queste vengono rispettate. Comunque, sottolinea a più riprese la Commissione Ue, “ogni caso deve essere valutato in modo individuale”. “I due elementi, ovvero la proprietà sopra il 50% così come il controllo effettivo, da parte di stati membri o loro cittadini sono distinti e cumulativi, ed entrambi devono essere sempre rispettati”, ricordano infatti le linee guida. Per quanto riguarda la proprietà, si sottolinea che dovrà essere verificata la nazionalità del proprietario finale della compagnia aerea, incluso nel caso di una società intermediaria e di una società quotata in borsa, e le equity che costituiscono il capitale.

Chiave, però, sono soprattutto le precisazioni sul concetto di controllo, dove Bruxelles introduce una sorta di maggiore flessibilità interpretativa in relazione ai diversi aspetti di chi decide cosa. In particolare, si mette al centro la “corporate governance”, ovvero il processo decisionale con i vari diritti di voto e di veto, ma anche dove le decisioni vengono prese e su cosa, dalle nomine manageriali alle decisioni strategiche. A questo riguardo si precisa che “una serie di fattori possono contribuire a consentire un’influenza positiva da parte degli azionisti Ue, come poteri d’iniziativa o meccanismo di accesso prioritario o privilegiato alle informazioni”. Allo stesso tempo “un azionista di un Paese terzo può avere diritto di veto senza che questo conduca necessariamente alla perdita del controllo effettivo dell’azionista Ue”. Uno dei possibili scenari, dettaglia Bruxelles, è “quando i diritti di veto di un azionista di un Paese terzo sono necessari e proporzionati all’obiettivo di proteggere il valore dell’investimento di minoranza”. Le linee guida sono di immediata entrata in vigore appena verranno pubblicate nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale Ue.

Linee guida che suscinao la delusione del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio. “Registro questo come un fatto non positivo, auspicavo un’altra soluzione, però per Alitalia non credo cambierà niente” commenta Delrio. “La nostra linea è che Alitalia è un asset importante, che deve restare integro – afferma Susanna Camusso leader della Cgil  -. Queste linee guida non influiscono su quello che decideremo, perché sono principi che abbiamo già incluso nelle nostre valutazioni”. Stessa posizione per Carmelo Barbagallo, segretario della Uil. “È importante – ha detto – che i commissari e il governo dicano di no allo spezzatino di Alitalia altrimenti si rischia la macelleria sociale”.

Intanto Turkish Airlines smentisce le voci di un possibile interesse della compagnia di bandiera di Ankara all’acquisizione di Alitalia o parte dei suoi asset. “Non siamo interessati e non c’è nessun incontro” afferma il portavoce della compagnia Yahya Ustun.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento