venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ok alla manovrina. Gentiloni: “Matenuti gli impegni”
Pubblicato il 15-06-2017


gentiloni manovrina“Approvata manovra correttiva: impegni di bilancio mantenuti senza nuove tasse. Priorità ai fondi per la ricostruzione post terremoto”. Così il premier Paolo Gentiloni commenta su twitter il via libera definitivo del Senato alla manovrina sulla quale il governo ha incassato la fiducia al Senato con 144 Sì, 104 No e 1 astenuti. I votanti erano 249 e la maggioranza era di 125 voti. La Manovra è quindi legge. A favore si erano espressi il Pd, il gruppo Autonomie e Ap, anche se il presidente della Commissione Lavoro Maurizio Sacconi aveva dichiarato che non avrebbe votato, in dissenso con il suo gruppo, contestando la normativa sui voucher inserita nel testo della Manovra. Il primo a votare nella prima chiama è stato l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha scelto il Sì.

Insomma Paolo Gentiloni preme l’acceleratore sui provvedimenti che ritiene fondamentali. Prima la fiducia al ddl penale alla Camera, ottenendo la maggioranza assoluta dell’Aula di Montecitorio (320 consensi, che diventano 267, contro 136 no, nella successiva votazione finale). Poi la fiducia al Senato, sulla manovrina.

Sono stati 69 i senatori assenti durante l’approvazione della manovra. Sedici di Mdp – Articolo 1, 13 di Forza Italia, 10 del gruppo Misto, 9 di Gal, 7 di Ala, 4 M5S, 3 autonomie, 2 i senatori del Pd (Tocci e Ruta), 4 Fl- Idea, 1 di Ap (Sacconi), ad astenersi il senatore Conti del gruppo Misto mentre un esponente di Ala non ha partecipato al voto. Per la precisione fra i 69 assenti 9 provengono dal Gruppo Misto e 1 dalla Lega.

Il gruppo di Mdp non ha partecipato al voto assumendo per la prima volta una così forte presa di distanza. “Una presa di distanza netta di cui siamo consapevoli” ha detto in Aula al Senato Maurizio Migliavacca intervenendo in dichiarazioni di voto. “Si tratta – ha spiegato – di una scelta obbligata, l’unica possibile per noi per non arrendersi al rifiuto in blocco del decreto”. “Un no – ha spiegato – Migliavacca – a quella che giudichiamo una forzatura sui voucher, contraria ai nostri valori costitutivi: la dignità del lavoro, la partecipazione democratica. Ma nello stesso tempo, per la responsabilità che sentiamo verso il governo, una porta aperta. Una porta aperta a scelte, nel metodo e nel merito, più condivise nel futuro”.

Dalla maggioranza il senatore del Pd Giorgio Tonini, parla di voto “convinto” a un “decreto, che è un tassello importante all’interno di una strategia di politica economica e sociale che si sta rivelando sempre più fruttuosa man mano che il tempo passa”.

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