venerdì, 18 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Banca Etruria… come Mario Chiesa
Pubblicato il 23-06-2017


Siamo alle solite, fari accesi sui carnefici e nessuno parla delle vittime. Ci riferiamo ad anni di attenzioni riservate agli istituti di credito in difficoltà fino ad arrivare al Decreto Salva Banche, per approdare al salvataggio di banca per banca.

Dopo banca Etruria, il Mario Chiesa dell’intreccio di interessi privati che ha portato a scoperchiare il vaso di Pandora, e indossato gli stivali delle sette leghe siamo arrivati ad oggi: le banche venete. Le banche venete pronte ad essere salvate per la cifra simbolica di un euro da banca Intesa. Ed è così, all’italiana, che banca dopo banca le salveremo tutte, metteremo a loro disposizione psicologi, un sistema sociale che aiuterà queste strutture a rialzarsi e pure il sacerdote – che dopo averle confessate concederà loro il perdono.

E le vittime, cosa ne facciamo delle vittime? Parliamo di un terzo delle imprese fallite per la revoca dei crediti; della maggior parte delle famiglie della media borghesia, e della classe operaia che ormai vive stabilmente sotto la soglia di povertà. Ci riferiamo ai risparmiatori brutalmente “truffati” dalla vendita di azioni fantasma, e dei posti di lavoro distrutti da questa immensa incapacità di amministrare la maggior parte delle banche italiane che venivano spacciate come le migliori del mondo.

Accidenti se a nessuno è mai venuto in mente di ricordare che sono i risparmiatori italiani i migliori dei mondo, esattamente i secondi dopo il Giappone. Abbiamo permesso ad un branco di cialtroni di gestire le nostre vite economiche fino a distruggerle. Ed ora esultiamo perché vengono salvati i posti di lavoro dei banchieri, oltre ai compensi milionari di consigli e consiglieri di amministrazione, e le vittime? Chi parla delle vittime? Chi penserà alle vittime? Chi aiuterà le vittime a ricostruire la loro vita? O verranno abbandonate a se stesse, come peraltro già è stato fatto?

Eppure sono molti i funzionari di banca che hanno commesso i “delitti” e che sono stati presi con la pistola fumante in mano, – ma il sistema ha le sue regole -, quello di non denunciare, e cacciare i responsabili dei misfatti, dicono che lo fanno per discrezione, per salvaguardare il buon nome degli istituti di credito. Risolvono i processi interni velocemente chiedendo le rispettive spontanee dimissioni, e perfino comprano il loro silenzio con liquidazioni milionarie. L’onore è salvo, allora?

Spero di no, spero proprio che la Commissione di inchiesta sulle banche potrà chiarire, scavare, partire dall’origine del male individuata nel Mario Chiesa del sistema bancario italiano, alias banca Etruria, e scardinare quell’intreccio di porcherie che ha distrutto un terzo della piccola impresa italiana.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento