venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Banche Venete. Padoan riesce a scongiurare il Bail-in
Pubblicato il 13-06-2017


padoan 4“Riguardo alla situazione della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca – si afferma in una nota del Portavoce dell’Ue -, la Commissione europea, il Meccanismo di vigilanza unica bancaria (l’Ssm, costituito presso la Bce, ndr) e le autorità italiane stanno lavorando fianco a fianco (‘hand-in-hand’, ndr) al fine di raggiungere una soluzione per le due banche in linea con le regole Ue, senza un ‘bail-in’ che coinvolga gli obbligazionisti privilegiati (‘senior bondholders’, ndr). I depositanti – conclude la nota di Bruxelles – saranno pienamente tutelati in ogni caso”. In questo modo vengono confermate dalla Commissione europea le assicurazioni date in una nota stamattina dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, riguardo alla soluzione in vista per le due banche venete in crisi che, con l’accordo di Bruxelles, usando il meccanismo del “burden sharing” non comporterà perdite per i detentori di obbligazioni senior e per i depositanti.
Il Ministero del Tesoro ha infatti pubblicato una nota stamattina per precisare che “in relazione all’andamento delle discussioni in corso su Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan comunica che la soluzione è ormai prossima e che le interlocuzioni con le istituzioni europee sono incoraggianti”. Da parte di via Venti Settembre arriva anche una precisazione ulteriore: “Il Ministro ribadisce che la soluzione non contemplerà alcuna forma di bail-in e che obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso pienamente garantiti”.
Ma la pressing di Padoan in queste ore non è solo su Bruxelles, ma anche sulle altre banche italiane allo scopo di coinvolgerle nel salvataggio, in particolare per le banche claudicanti si chiede un àncora di salvezza a Intesa SanPaolo e UniCredit che potrebbero decidere quindi se intervenire per iniettare capitali freschi nei due istituti in crisi, a cui mancano 1,2 miliardi di euro circa per potersi mettere in salvo. Ci sono state anche indiscrezioni di incontri separati a Palazzo Chigi tra il Paolo Gentiloni e gli Ad di Unicredit e Intesa, Mustier e Messina. Ma per il momento dirsi disponibile è stato per ora solo l’Ad di Mediolanum, Massimo Doris, si vedrà poi se nella partita ci saranno anche le Poste. Ma intanto un no chiaro a un bis è venuto ieri dall’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna: “In questo momento stiamo risolvendo i compiti a casa”, ha detto, escludendo che della questione possa occuparsi il cda di oggi, che approverà la vendita di sofferenze per oltre 700 milioni. E nemmeno dalle Fondazioni bancarie c’è da attendersi una mano, dopo i soldi bruciati in Atlante.
Nel frattempo il governo punta su una ricapitalizzazione precauzionale ma cerca di convincere la Dg Comp a ridurre la richiesta addizionale di 1,2 miliardi.
Così oggi il Cda di Banca Popolare di Vicenza dovrà prendere atto della situazione senza che vi sia alcuna garanzia sugli aiuti promessi dai big italiani del credito per scongiurare scenari ben peggiori col rischio che il board possa rassegnare le dimissioni in blocco rimettendo la palla alla Bce. Probabile, però, che nulla verrà deciso, in attesa che si faccia chiarezza fra governo e Ue sulla questione del contributo privato da iniettare nelle casse delle banche venete e per il quale il Ministro Padoan aveva chiesto uno sconto alla Dg Comp.
Mentre oggi si riunisce il cda di Vicenza per domani è previsto quello di Veneto Banca e mercoledì scade anche un bond senior retail di Veneto banca da 100 milioni la cui gestione potrebbe sollevare problemi legali.

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