martedì, 25 luglio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Banche venete. Si chiede l’aiuto di Unicredit e Intesa
Pubblicato il 08-06-2017


Vladis-DombrovskisSi cercano soluzioni per il salvataggio delle due banche venete: la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, nel frattempo arriva l’intervento del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan avrebbe chiesto a Unicredit e Intesa Sanpaolo di seguire l’esempio del Santander sul Banco Popular e salvare gli istituti veneti. Tuttavia a porre un freno ci pensa il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis che ha tenuto a precisare che non è appropriato fare parrallelismi tra il caso Banco Popular in Spagna, risolta in quattro e quattr’otto, e quelli che si trascinano da mesi con l’Italia, appunto sulle banche venete ma anche su Monte dei Paschi di Siena. I parallelismi non vano bene “perché ogni caso viene valutato nel merito in maniera a sé stante”, ha detto. Quanto a Popolare di Vicenza e Veneto Banca “come sapete le autorità italiane hanno chiesto di lavorare sulla ricapitalizzione precauzionale, ma questo lavoro è in corso e non posso commentare maggiormente nei dettagli”, ha aggiunto Dombrovskis. La soluzione per il momento resta quella della ricapitalizzazione precauzionale, ma manca il miliardo (1,25 per la precisione) di capitale di investitori privati richiesto dalla Dg concorrenza dell’Unione europea. Risorse che nessuno vuole mettere a disposizione: il Tesoro sta lavorando per ottenere uno sconto sulla somma richiesta e per predisporre nuove misure per ridurre le perdite a cui potrebbero andare incontro i possibili investitori. L’obiettivo in ogni caso, per il ministero del tesoro, resta quello di evitare il bail in, o salvataggio interno: un fallimento pilotato che falcidia tutti gli obbligazionisti e i depositanti oltre i 100 mila euro – rischiando di contagiare un intero sistema finanziario – prima che le due banche vengano ristrutturate per continuare a operare con un aiuto pubblico limitato. Anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia si augura che venga evitato il bail-in delle banche venete. “C’è da aspettarselo e da augurarselo perché è  chiaro che crea tensione e ansia nei mercati”, risponde a margine del Manufacturing Summit 2017. “Dobbiamo evitare ansietà nei mercati che è un elemento psicologico ma poi diventa economico. È una delle cose che si sottovaluta nel Paese – aggiunge Boccia -. Dobbiamo recuperare fiducia, quindi evitare operazioni che determinano ansietà nei risparmiatori e negli investitori perché questo contrae la capacità di investimento e di consumo che invece dobbiamo stimolare a tutto campo”.
Sulla questione è intervenuto anche Luca Zaia. “C’è qualcuno in Italia e in Europa che si è fatto l’idea che queste sono banchette. Non si rende conto che se falliscono, implode il sistema con un Pil da 150 miliardi, un residuo fiscale nei trasferimenti allo Stato di 21 miliardi che sono anche frutto degli investimenti fatti da queste due banche in questi anni. Partirebbe una reazione a catena che non si sa dove vada a finire: il default italiano inizierebbe da qui”. Secondo il governatore del Veneto, Luca Zaia, intervistato dal Gazzettino, quindi sarebbe un “suicidio” far fallire le due banche venete.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento