domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Banche Venete, soluzione ancora lontana
Pubblicato il 20-06-2017


banche veneteAncora senza soluzione la complicata vicenda delle Banche Venete. Oggi a parlarne è il presidente di Unicredit Giuseppe Vita a margine di un evento a Milano. Unicredit, ha detto Vita, è sempre “disponibile a partecipare a una soluzione di sistema” per il salvataggio delle banche venete, soluzione di cui però “siamo ancora alla ricerca”. Vita però si dice più ottimista oggi rispetto a 15 giorni fa. Ma serve una soluzione di sistema. In questo caso Vita ha detto che Unicredit è disponibile a partecipare: “Faremo il nostro dovere ma proprio per un senso di solidarietà al Paese”. Una soluzione di sistema – aggiunge – “può essere quella di creare una bad bank e intervenire per risolvere un problema minore come quello della parte buona”.

Soluzione di sistema significa coinvolgere “la grandissima parte delle banche italiane”, ma non con una “soluzione a due”. “Poi se altri trovano una soluzione migliore ben venga. Noi siamo per coinvolgere la grandissima parte delle banche in modo proporzionale”.

Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in occasioni di un’audizione in Senato ha invece parlato dei rischi dell’intervento diretto di altri istituti nel salvataggio delle banche in crisi che potrebbe essere non sostenibile nel lungo periodo. Secondo Vegas, il sistema bancario italiano non ha saputo giocare il ruolo della spagnola Banco Santander (che ha acquisito la rivale Banco Popular per evitarne il fallimento) per due ragioni: da un lato, “non ha subito un profondo processo di ristrutturazione negli anni passati e dunque non ha ancora raggiunto nell’insieme quel livello di efficienza e redditività che consentono costose operazioni di salvataggio” dall’altro “non sono note le condizioni di redditività prospettica delle banche in crisi e quindi – ha osservato – un intervento diretto da parte di altri intermediari potrebbe non rispondere a logiche di sostenibilità nel lungo periodo”.

Vegas nella audizione ha anche parlato di bail-in. La crisi finanziaria ha visto fino al 2013 un flusso di risorse pubbliche rilevante per il salvataggio delle Banche. Le cose sono cambiate con le norme del bail-in, la cui fase di transizione in Italia “è avvenuta, a mio avviso, un po’ troppo brusca e rapida” ha sottolineato il presidente della Consob. Vegas ha aggiunto che prima dell’entrata in vigore del bail-in c’è stata un’Italia “sostanzialmente ferma” sul versante della ristrutturazione del sistema, a differenza di altri Paesi.

E poi una proposta per la revisione della direttiva europea Brrd (Bank Recovery and Resolution Directive) sulla risoluzione delle crisi bancarie. Si tratta di esentare dal bail-in anche le obbligazioni ordinarie sotto i 100mila euro o equiparazione ai depositi anche per ciò che attiene alla aggredibilità. “Oggi in un contesto di tassi negativi o prossimo allo zero – ha spiegato il presidente ancora Giuseppe Vegas – le obbligazioni bancarie sono forme di investimento del risparmio retail analoghe ai depositi: pertanto, depositi e obbligazioni sotto la soglia dei 100mila euro dovrebbero beneficiare della stessa tutela in termini di aggredibilità in caso di risoluzioni”.

Secondo Vegas, “la piena aggredibilità delle obbligazioni bancarie penalizza e rende più costosa questa importante forma di raccolta a medio-lungo termine delle banche. Può portare a un eccessivo peso dei depositi sul passivo delle banche, circostanza che potrebbe aumentare i rischi di liquidità e rendere il sistema più instabile”.

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