martedì, 25 luglio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Banchieri e curatori di musei: titoli a confronto 
Pubblicato il 01-06-2017


Prendiamo spunto dalla sentenza emessa dal tar del Lazio, che nei giorni scorsi ha cancellato gli incarichi di alcuni curatori di musei che si erano illusi di aver vinto i rispettivi concorsi. Si illudevano, poveretti, perché non avevano capito che erano in Italia, dove nulla é certo. I Giudici nella sentenza hanno riconosciuto ai ricorrenti di avere più titoli dei colleghi concorrenti europei che avevano presentato la domanda, e vinto i rispettivi concorsi. Dunque, i titoli; l’esempio che facciamo è degli ultimi giorni, quindi ancora presente nell’informazione.

La stessa cosa vale per qualsiasi altro posto pubblico, pensate che per lavorare part time nella biblioteca di un piccolo paesino i ragazzi fanno a gara per presentare i titoli richiesti dai comuni. Insomma, lo Stato giustamente richiede che ad ogni ruolo assegnato corrisponda un curriculum adeguato. Questo vale anche per l’impresa privata e la grande impresa, delle multinazionali non ne parliamo neanche: sono tutti molto attenti e scrupolosi nel valutare i titoli accademici.

Il risultato finale non sarà il migliore del mondo ma almeno lo Stato, e le aziende, si assicurano che le basi di partenza per fare esperienza siano di alto livello, o comunque il più alto possibile. In sostanza, i titoli da sempre sono indispensabili dappertutto, anche se dobbiamo riconoscere che nel nostro Paese sono state fatte molte eccezioni per parenti, e amici degli amici. Ma la madre di tutte le eccezioni in italia è stata riservata per la casta dei banchieri, una parte rilevante dei quali non ha titoli adeguati per gestire le decine di miliardi dei risparmiatori italiani…e il risultato si è visto nel Decreto Salva Banche!

Alcuni possono vantare un lungo servizio di sportello, è vero, ed è vero anche che una parte di loro ha iniziato come fattorino, questo e’ onorevole, ma per qualcuno è diventato il lasciapassare per accedere in quesi prestigiosi consigli di amministrazione che intervengono attivamente sulla vita economica del Paese.
Sarebbe come se dopo una lunga attività da portantino in ospedale fosse permesso accedere nelle sale operatorie con il bisturi in mano e aprire pance. Ecco, ai moltissimi banchieri senza titoli, negli ultimi vent’anni, abbiamo permesso di “aprire pance”.

Alla fine, anche per la mancanza di titoli accademici, il sistema bancario italiano di ultima generazione è crollato e, ahimè, ha costretto lo Stato ad intervenire per evitare il fallimento di molti istituti di credito.

Nonostante tutto questo però nessun bancario in possesso di quei titoli accademici, e costretto nelle retrovie della banca, è mai ricorso magari al Tar del Lazio, piuttosto che alla Banca d’Italia per fare valere i propri titoli e le proprie ragioni, come é successo per i curatori dei musei.

Che strani questi arroganti banchieri, dopo aver distrutto il sistema economico italiano, e conseguentemente delle famiglie e delle imprese, si sono cambiati di posto come giocassero ai quattro cantoni, e con la compiacenza della Banca d’Italia e della BCE, in molti casi, sono stati promossi con relativi aumenti di compensi già milionari, e benefit. Mah, segreti, magheggi e misteri del sistema bancario italiano.

Angelo Santoro

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento