giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Brexit: ancora nessun accordo sul trasloco agenzie
Pubblicato il 20-06-2017


agenzia farmacoNessun accordo è stato raggiunto oggi a Lussemburgo tra i ministri per gli Affari europei dei 27 sulla scelta dei criteri in base ai quali dovranno essere valutate le tante candidature avanzate per ospitare le agenzie Ue che dovranno lasciare la Gran Bretagna in seguito alla Brexit. Le due agenzie sono l’Ema, per la quale si è fatta avanti anche l’Italia con Milano, e l’Eba. La questione sarà sul tavolo del vertice europeo di giovedì e venerdì prossimi. Il termine per le candidature scade il 31 luglio, ma sono già una ventina le candidature per ospitare l’agenzia per i medicinali Ema, per la quale l’Italia ha presentato ufficialmente quella di Milano col ‘Pirellone’. Per l’autorità bancaria Eba, sono in lizza almeno sette città. Tra i 27, stando a quanto riferiscono fonti diplomatiche, la divisione è sui criteri di scelta: con i paesi dell’est che vorrebbero un sistema di votazioni sulla falsariga di quanto fa il Cio per le città olimpiche, mentre i paesi dell’Europa centrale o occidentale (tra cui Italia, Germania e Spagna) che vorrebbero una valutazione nel merito.

Il sottosegretario agli affari europei, Sandro Gozi, ha espresso la preoccupazione dell’Italia sul fatto che “l’Ema possa continuare a funzionare pienamente senza interruzioni”. “Dobbiamo ancora lavorare perché noi abbiamo espresso delle riserve, condivise da un gruppo di paesi, per la procedura oggi proposta che non assicura la continuità ed il buon funzionamento delle agenzie e che non assicura che la selezione avvenga veramente sulla base di criteri tecnici”. Dai paesi dell’est è arrivata la richiesta di puntare sul principio della ‘distribuzione geografica’ sancito nel 2003. Ma per Gozi “il cuore della questione è chi soddisfa meglio i criteri di pieno e buon funzionamento delle agenzie”.

Ma i nodi più complessi per il dopo Brexit sono altri. La Commissione europea ha infatti in preparazione un ‘reflection paper’ sul prossimo quadro pluriennale di bilancio (Mff, Multiannual Financial Framework), per il periodo successivo alla Brexit. Il documento dovrebbe essere approvato dal Collegio dei Commissari nella riunione del 28 giugno. Il Commissario per il bilancio, Gunther Ottinger, oggi ha partecipato alla colazione di lavoro con i ministri degli affari europei riuniti a Lussemburgo per due sessioni del Consiglio Affari generali. In quella del mattino è stata discussa la bozza di conclusione del vertice europeo di giovedì e venerdì prossimi. Nel pomeriggio invece la riunione a 27 sui temi della Brexit ed in particolare la discussione sui criteri per la scelta delle città che ospiteranno le due agenzie europee.

La Commissione dovrebbe presentare una proposta per il prossimo Mff entro il 2017, ma -secondo fonti diplomatiche – è orientata a rinviarla di un anno in attesa che sia meglio definito il negoziato sulla Brexit. “È naturale – ha affermato la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem – che la Gran Bretagna stia esplorando il terreno e inizi a prepararlo” per i futuri accordi commerciali con Usa e altri Paesi terzi, visto che abbandonerà la quarantina di accordi Ue stretti anche a suo nome. Ma Londra “è ancora uno stato membro dell’Ue, quindi non può negoziare nessun accordo commerciale finché lo sara’”.

“Non c’è un reale danneggiamento” degli interessi europei in questo atteggiamento esplorativo, ha sottolineato la commissaria, “la linea rossa sarebbe cominciare già a negoziare intese commerciali prima di essere usciti dall’Ue ma non credo che lo faranno”. E tra l’altro l’addio di Londra all’Ue, ha quindi assicurato Malmstroem, “per il momento non ha assolutamente alcun impatto sui negoziati che abbiamo in corso sugli accordi di libero scambio” tra l’Europa e gli altri Paesi come Giappone, Messico o Mercosur.

“Il risultato migliore dei negoziati sulla brexit sarebbe che non si arrivasse a una brexit” ha invece detto Martin Schulz, parlando alla giornata dell’industria della Bdi a Berlino. Il candidato cancelliere dell’Spd ha affermato che la “drammaticità” degli effetti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue “non è stata ancora riconosciuta”. Schulz ha auspicato trattative “leali” e “maggiore flessibilità” alla luce dei risultati elettorali.

 Mario Muser

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