domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Brexit: bilancio UE perde 10 miliardi
Pubblicato il 29-06-2017


brexitSi stanno valutando gli effetti della  Brexit sul bilancio dell’Unione europea. Il Commissario europeo al Bilancio ed alle Risorse Umane, Guenther Oettinger, presentando a Bruxelles il Libro Bianco sul futuro delle finanze UE, ha affermato: “Nel prossimo quadro finanziario pluriennale, dopo il 2020, ci saranno nuove sfide davanti a noi: la protezione delle frontiere, politiche per i migranti e i rifugiati, l’assistenza allo sviluppo, per ridurre i flussi migratori nel prossimo decennio. Il nostro bilancio ha 250 mld per entrate e spese; siamo l’unico bilancio in Europa che non può avere debito. Dopo il 2020 non avremo più il Regno Unito, che è un contributore netto malgrado il rebate (lo sconto negoziato negli anni Ottanta da Margaret Thatcher, ndr), e avremo un gap di 10-12 mld di euro l’anno. Inoltre, dovremo controllare le frontiere e proteggere i confini. Quindi, nel Libro Bianco abbiamo delineato varie opzioni per colmare questi gap. E’ un documento di riflessione: invitiamo il Parlamento Europeo a discuterne, come pure gli Stati membri, il Consiglio e i cittadini. E’ importante che presentiamo un piano sul prossimo quadro finanziario pluriennale (Mff, ndr): se vogliamo chiarezza sul bilancio e tenere conto dell’impatto dell’uscita del Regno Unito, dobbiamo guardare al 2020 e oltre. Quindi nel novembre-dicembre di questo anno dovremo avere delle riflessioni: siamo sulla strada giusta con Parlamento e Consiglio. Abbiamo la possibilità di fare un piano settennale, come adesso, oppure di cinque anni. E’ una cosa su cui dobbiamo decidere. Crediamo che la Commissione Europea debba fare i suoi compiti a casa: dobbiamo semplificare e aumentare la flessibilità. Crediamo che saranno necessari tagli nel prossimo decennio, poiché abbiamo un grande Paese che se ne va. Dobbiamo guardare a riallocare la spesa e a tagliare, ma è chiaro che solo con i tagli e con la riallocazione della spesa non sarà possibile colmare il gap lasciato dalla Brexit e non potremo finanziare i nuovi compiti che abbiamo davanti. Gli Stati devono decidere se sono pronti a finanziare l’UE affinché affronti le nuove sfide che ha davanti”.

Per il tedesco Guenther Oettinger, un Governo Britannico debole rischia di essere fautore per entrambi le parti di trattative difficili. In proposito il Commissario europeo al Bilancio ha detto: “Abbiamo bisogno di un governo capace di decidere, che possa negoziare l’uscita della Gran Bretagna. Con un partner debole al tavolo dei negoziati, vi è il rischio che le trattative siano difficili per entrambe le parti”. (fonte afp)

Nel frattempo sono stati fissati 4 paletti per la Brexit a seguito degli orientamenti politici adottati sabato scorso dal Consiglio europeo. Con questo mandato giuridico, la Commissione europea dà inizio alla prossima fase della procedura dell’articolo 50 sulla Brexit, il negoziato di uscita del Regno unito dall’Unione europea. Il Collegio dei Commissari ha trasmesso oggi al Consiglio una raccomandazione sull’avvio dei negoziati con Londra a norma dell’articolo 50, che secondo quanto riporta un comunicato comprende un progetto di direttive di negoziato che riguardano principalmente quattro ambiti.

La prima priorità negoziale riguarda la salvaguardia dello status e dei diritti dei cittadini, siano essi cittadini dell’Ue a 27 nel Regno Unito o cittadini britannici nell’Ue a 27, e dei relativi familiari. La Commissione è inoltre chiara nell’affermare che il passaggio alla seconda fase dei negoziati è subordinato al raggiungimento di un accordo sui principi della liquidazione finanziaria. Il Financial Times valuta la liquidazione in cento miliari di euro anche se altre fonti avanzano ipotesi tra quaranta e sessanta miliardi di euro. Si dovranno trovare soluzioni per evitare l’innalzamento di una frontiera fisica nell’isola d’Irlanda. Quarto punto, è necessario regolamentare gli aspetti inerenti alla risoluzione delle controversie e all’amministrazione dell’accordo di recesso. Il capo negoziatore dell’Ue, Michel Barnier, ha commentato: “Ci mettiamo sulla buona strada per assicurare un recesso ordinato del Regno Unito dall’Unione europea, nell’interesse di tutti. Non appena il Regno Unito sarà pronto inizieremo a negoziare in modo costruttivo”.

Se l’Unione Europea lamenta il buco di bilancio causato dalla Brexit, il Regno Unito dovrebbe valutare e quantificare le perdite causate alla loro economia. Se prima del 2020 gli inglesi dovessero cambiare idea, si dovrebbe rimettere tutto in discussione. L’ipotesi non è da escludere poiché la maggioranza per il Brexit non è stata schiacciante, ma solo di poco superiore al numero degli inglesi europeisti.

Salvatore Rondello

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