giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Cassimatis: “M5S cerca di cambiare anche l’elettorato”
Pubblicato il 14-06-2017


Marika Cassimatis ha una laurea in Scienze Politiche, una in Geografia e un dottorato di ricerca in Scienze geografiche. È attivista del Movimento Cinque Stelle dal novembre 2012. “Davide contro Golia” è stato il suo motto da quando Beppe Grillo ha ribaltato il risultato delle comunarie decidendo, dopo che Marika Cassimatis, era stata designata a concorrere come candidata-sindaca, di ritirarle il simbolo, non ritenendola “non in linea con il Movimento”. Ha portato in tribunale Grillo combattendo contro la violazione della democrazia interna. il Tribunale si è espresso in favore della Cassimatis che però ha deciso di candidarsi con una propria lista. Gli esiti delle amministrative a Genova le avranno fatto assaggiare sicuramente il sapore della rivincita.

Cassimatis-675Marika Cassimatis, si sente un po’ responsabile del flop grillino a Genova?

“Direi di si, credo però che la responsabilità sia specialmente di Beppe Grillo e dello staff che hanno stravolto tutte le regole però sicuramente il mio caso ha pesato sul voto.”

Lei si è avvicinata al M5s nel 2012, fortemente convinta del principio “uno vale uno”. Sicuramente non potrà affermare la stessa cosa a 5 anni di distanza. Cosa è cambiato secondo Lei?

“È cambiato un po’ tutto. A cominciare dal programma politico. Credo di poter dire con sicurezza che il Movimento sta cercando di cambiare anche l’elettorato. Per questo motivo ha allontanato tutti gli attivisti storici in modo più o meno plateale. Il caso di Genova sicuramente è stato uno di quelli che ha avuto più risonanza ma in realtà ci sono stati molti episodi. Non ultimo a Chiavari per esempio, dove la lista non è stata certificata senza nessun tipo di spiegazione. Nessuna spiegazione del motivo per cui non è stato attribuito il simbolo. Si allontanano gli attivisti della prima ora, quelli fortemente convinti dell’”uno vale uno” e nei principi del Movimento cambiando tutto. Ovviamente a queste condizioni la base non accetta questo cambiamento.”


Quale è la fotografia del Movimento ad oggi secondo Lei?

“È un Movimento molto dilaniato da teste e vocazioni diverse. Soprattutto c’è un grosso cambiamento di stampo politico, l’impressione è che si ignori sempre di più il principio democratico, anche tramite la modifica di regolamenti interni. Questo l’elettorato lo sente. Il risultato è che il Movimento Cinque Stelle diventa un partito come un altro senza avere nessun background storico ideologico. Un po’ va a destra, un po’ va a sinistra, un po’ contro i rom, un po’ contro l’Europa, un po’ con l’Europa. Gli elettori sono giustamente disorientati.”

Lei ha querelato Luigi Di Maio per le parole espresse durante il comizio finale a Genova. Beppe Grillo aveva detto però di non avercela con Lei.

“Ho presentato oggi la querela. Evidentemente Beppe Grillo e Luigi Di Maio non si passano i messaggi o Luigi Di Maio non li legge. È uscita oggi anche una affermazione su Repubblica da parte di Pirondini contro di me. Vuol dire che siccome non capiscono glielo farò capire io per vie legali.”

Si è pentita della decisione che ha preso?

“Assolutamente no perché credo che essere stati presenti e aver portato la nostra testimonianza ha influito sui voti del Movimento e soprattutto ha lanciato il messaggio che noi siamo una forza democratica che porta avanti i principi originali del Movimento. Questo è solo l’inizio. Abbiamo avuto un discreto consenso e si è formato un bel gruppo, motivo per il quale noi andremo avanti”

Sarebbe disposta a chiarirsi con Beppe Grillo?

“Credo che a questo punto ci sia poco da chiarire. Abbiamo chiesto un chiarimento a marzo, siamo a giugno e ancora non è arrivato, oggettivamente credo che non ci sia più spazio per nessun tipo di confronto.”

Cosa pensa delle dichiarazioni del Sindaco di Roma Virginia Raggi riguardo al tema dell’immigrazione? E cosa ne pensa di quello che ha fatto (o non fatto) in questo anno di governo della Capitale?

“So che per tutta una serie di problemi a Roma le cose non funzionano. Il problema vero è che in tutti questi anni il Movimento non ha creato uno staff politico, non ha mai fatto formazione. Ci sono delle persone che, anche seppur animate di buona volontà, davanti a una gestione amministrativa difficile non hanno le competenze e non sono in grado di decidere. Credo che ora l’obiettivo del Movimento sia quello di puntare ai voti della lega. Si spiegherebbe questo continuo andare contro i campi rom tradendo il principio democratico del Movimento riguardo l’inclusione e l’accoglienza. In una parola sola potremmo dire che è un disastro”.

Valentina Bombardieri
Blog Fondazione Nenni

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