venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Compensi Rai. Buemi: “Elusione della Legge”
Pubblicato il 14-06-2017


rai 8Nonostante le polemiche sulla Tv di Stato, la Rai più che da mamma si comporta da matrona. Il Cda Rai oggi ha approvato all’unaniminità le deroghe al tetto di 240mila euro di stipendio che permettono alla televisione pubblica di tenersi le mani libere sui compensi per le “prestazioni di natura artistica”.
A renderlo noto la stessa Rai in un comunicato dove viene detto che il Cda ha approvato la delibera riguardante il “Piano organico di criteri e parametri per l’individuazione e la remunerazione dei contratti con prestazioni di natura artistica”. Si tratta di un piano soggetto a verifica annuale che partendo appunto dall’applicazione “puntuale” della legge e recependo le indicazioni contenute nel parere dell’Avvocatura dello Stato e fornite dal ministero per lo Sviluppo economico, ha per obiettivo quello di “tutelare il futuro aziendale” e nello stesso tempo “salvaguardare la necessità di stare sul mercato continuando a svolgere al meglio la missione di servizio pubblico come testimoniano, solo per citare recentissimi esempi, programmi quali il ricordo di Falcone e Borsellino o Notte a Venezia”.
“La decisione del Cda della Rai di non sottostare ai vincoli della legge evidenzia una palese elusione di quanto stabilito ripetutamente dal Legislatore e conferma che ci sono nel Paese figli e figliastri”. Così ha commentato il Senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in Vigilanza Rai, la delibera del Cda sul piano per l’individuazione e la remunerazione dei contratti con prestazioni di natura artistica che possono superare il limite dei 240 mila euro. “La questione è stata affrontata ben due volte in sede legislativa e ancora una volta si fa orecchie da mercante da parte di chi assume ripetutamente il ruolo di censore nei confronti dei legittimi rappresentanti degli elettori in Parlamento e nelle altre istituzione”, ha affermato Buemi. “Verrà il giorno in cui anche loro dovranno rispondere del mancato rispetto della legge nonostante i pareri richiamati a loro giustificazione”, ha concluso.
Furioso anche il Codacons che definisce la delibera un “piano salva-Fazio e Vespa”. “Proprio i due strapagati conduttori erano quelli che più rischiavano da una possibile limitazione ai compensi – spiega in una note il presidente Carlo Rienzi – Il piano del CdA che autorizza il superamento del tetto massimo di 240 mila euro sembra avere il preciso scopo di salvare i loro stipendi attraverso espedienti, quali l’individuazione di criteri oggettivi per la definizione delle prestazioni superiori a 240 mila euro, che non convincono e anzi fanno nascere più di un dubbio”. Il Codacons inoltre ha fatto sapere che sottoporrà il piano compensi della Rai all’attenzione della Corte dei Conti e del Tar, affinché si valuti la correttezza del provvedimento anche ai fini della spesa pubblica, considerato che i compensi Rai vengono pagati dai cittadini attraverso il canone.

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