giovedì, 20 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Concluso il Ramadan all’insegna del dialogo
Pubblicato il 26-06-2017


“Questo mese di Ramadan, e questa festa dell’ Eid (che ne celebra la fine, N.d.R.) sono stati all’ insegna del dialogo interreligioso concreto, coraggioso e silenzioso” .
Così Foad Aodi, presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e fondatore della Confederazione internazionale #CRISTIANINMOSCHEA ( nata dopo lo stillicidio di attentati terroristici dell’estate 2016, N.d.R.), commenta la fine del mese di Ramadan e la festa dell’Eid, che è stata festeggiata ieri in tutte le moschee italiane. Dopo il festeggiamento dell’Eid, insieme a vari amici arabi e musulmani, presso la Grande Moschea di Roma, Aodi fa anche un bilancio delle ultime iniziative delle Co-mai, di #CRISTIANINMOSCHEA, delle Comunità arabe ,dei centri culturali musulmani e delle moschee in Italia .

Nelle varie regioni italiane si sono organizzate più di 1500 cene collettive nell’arco di questo mese di Ramadan, appena terminato: cui han partecipato italiani, cristiani, musulmani e fedeli di altre religioni. Inoltre, la festa dell’ Eid e’ stata un’occasione importante per scambiare gli auguri tra cristiani, musulmani, ebrei e fedeli di altri culti, dopo la preghiera nelle varie moschee.

Aodi ringrazia tutti gli esponenti della Co-mai e di CRISTIANINMOSCHEA , di tutte le città e regioni italiane: per il loro impegno continuo e costante a favore del dialogo interreligioso, in un momento internazionale molto delicato e pieno di tensione. “Dialogo – sottolinea – proseguito verso tutti, senza distinzione, dopo i continui attentati in Europa ed in Medio Oriente: compresi gli attacchi alle moschee e alle chiese, che condanniamo tutti con la stessa determinazione (vedere#UNITICONTROILTERRORISMOe Uniticontrolediscriminazionire-ligiose,N.d.R.). Sicuramente il grandissimo successo dell’iniziativa di CRISTIANINMOSCHEA dell’ 11 e 12 settembre scorso ( simmetrica rispetto all’altra, “Musulmani in chiesa”, del 31 luglio) ci ha dato ancor più il coraggio di proseguire la nostra missione interreligiosa, nonostante le strumentalizzazioni politiche e mediatiche, disumane e irresponsabili, contro l’islam ed il mondo arabo. Alcuni giornali, e trasmissioni televisive e radiofoniche, ormai vanno avanti con le loro costruzioni anti-islamiche per motivi meramente di “audience”, e a fini elettorali”.

Infine, dichiara ancora Aodi, ” l’atmosfera pesante e fortemente anti- musulmani che si respira in Europa ed in Italia è colpa anche del populismo, della discriminazione religiosa e razziale: anche per motivi di sicurezza, allora, abbiamo deciso di dare notizie di tutte queste iniziative a favore del dialogo interreligioso dopo la fine di Ramadan e della Festa dell’Eid. Facciamo un appello alle istituzioni italiane, affinché vigilino sui messaggi non costruttivi che arrivano appunto da alcune trasmissioni televisive e alcuni articoli della stampa, che danneggiano la convivenza e il rispetto reciproco. Come tutti i musulmani ed arabi in Italia e in Europa”, conclude Aodi, “sono amareggiato e molto preoccupato per questa situazione: che vede la libertà personale e la libertà di espressione in grande pericolo per colpa del “franchising del terrore”, che vuole scatenare una guerra di religioni dopo aver scatenato una guerra alle religioni”.

Fabrizio Federici

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Commenti all'articolo
  1. Una buona notizia finalmente che riguarda il mondo islamico, ma come spesso accade non è tutt’oro quel che luccica.
    “Fare piazza pulita di templi e sinagoghe”. È una delle frasi che più spesso ricorre nelle intercettazioni relative a Lara Bombonati, l’italiana aspirante jihadista in cella da qualche giorno. Gli uomini della Digos, si è appreso, la seguivano da tempo con attenzione. “La sua conversione all’Islam e le nozze con il ‘già islamizzato’ Francesco Cascio nel 2012 – scrive il Corriere – avevano attirato l’attenzione degli investigatori di Torino e Alessandria. L’elemento che conferma i loro sospetti è l’ingresso della giovane, luglio 2013, nella chat delle ‘sorelle musulmane’ gestita da una canadese emigrata a Bologna, amministratrice su skype delle future ‘combattenti del Califfato e di Isis’ poi condannata come reclutatrice”.
    (Fonte Pagine Ebraiche 24)

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