giovedì, 20 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

“Contro l’eterno presente”
Pubblicato il 29-06-2017


Un titolo stimolate, “Contro l’eterno presente”. Iniziativa organizzata dall’Associazione Left Wing. Il confronto fra un politico di lungo corso, Matteo Orfini, Presidente di Partito Democratico e un filosofo umanista, Ivano Dionigi, che ha appena pubblicato “Il presente non basta: La lezione del latino”. Un caro amico moderatore, Maurizio Roi, che fu uno dei migliori sindaci di Lugo di Romagna, bravo Direttore di Teatro per professione, oggi Sovrintendete del Teatro dell’Opera Carlo Felice di Genova.

Tanto basta per fare una corsa in autostrada fino a Bologna sotto un temporalone estivo di particolare violenza, però benefico in questa prima estate che promette siccità. Ma siccome la modestia non è fra le mie virtù, ho chiesto di venire a Bologna ad Adriano Autino, futurista umanista, Presidente di Space Renaissance International, che ha appena pubblicato “Un mondo più grande è possibile! L’espansione della civiltà oltre i limiti del nostro pianeta madre è la questione morale del nostro tempo”. Così ne approfittiamo per fare quattro chiacchiere sulla prossima riunione della sezione italiana di Rinascimento Spaziale. Detto fatto! (Si fa per dire perché, se io la corsa in autostrada la faccio da Lugo di Romagna, lui la fa da Rapallo …)

Sotto il temporale, in Autostrada, ripenso all’ultimo intervento di Fabio Fabbri sull’Avanti!. Fabio, negli anni del PSI di Bettino Craxi, era uno dei leader socialisti che mi piaceva di più. Un vero socialista liberale. Oggi, lucido ottantenne, sostiene l’alleanza stretta fra il PSI e il PD di Matteo Renzi. Dice che creare uno schieramento variegato a sinistra del PD, con l’obiettivo di contrastare Renzi, finirebbe per premiare leghisti, neofascisti e grillini. Premierebbe cioè i più reazionari, qualunquisti, xenofobi castigando ulteriormente la politica ragionata, portatrice dei nostri valori più alti.

Mi piacerebbe, – ho scritto a Fabio Fabbri- un tuo parere sulla mia convinzione che gli eredi naturali del movimento operaio e della sua storia sono quelli che io definisco i maker, cioè i tecnici, dagli ingegneri agli scienziati agli operatori impegnati nel campo dell’intelligenza artificiale.

Maker che progettano un futuro benefico e desiderabile dove la tecnologia liberi finalmente l’umanità dal lavoro nocivo, pericoloso e usurante, quello della fatica che fa soffrire. Con le grandi catene del commercio elettronico che si alleano con una nuova categoria di operatori che io definisco CCM (Commercianti, Consulenti, Manutentori), una via di mezzo fra gli artigiani e i piccoli commercianti.

Maker antagonisti dei trader, eredi degli operatori di borsa, che utilizzano l’AI (Intelligenza Artificiale) per giocare sulle microfluttuazioni del mercato azionario fino a generare degli operatori virtuali che agiscono nel mercato azionario con una mitraglia di velocissime operazioni assolutamente slegate da valutazioni oggettive sulla qualità di un titolo. Una tendenza che snatura la borsa fino a provocare le crisi cicliche che purtroppo conosciamo.

Matteo Renzi mi è molto simpatico, è capace di far sognare. Avrei preferito un leader laico ma bisogna accontentarsi. Vedo un ruolo importante dei socialisti nella crescita culturale del PD verso la presa di coscienza dell’eredità operaia passata ai maker. Assieme a Mauro e all’Avanti! stiamo lavorando su un bel progetto, il Rinascimento spaziale. Prendiamo atto che un’umanità che sta andando verso gli otto miliardi, deve assolutamente incominciare ad uscire dalla sua culla, cioè da questo nostro pianeta. E’ una visone che fu di John Kennedy, che oggi si può saldare col sogno dei maker, che vogliono investire su officine orbitali in grado di utilizzare appieno l’energia del sole, produrre meglio e in modo più salubre. Se il grosso dell’industria dovrà essere di robot, tanto vale che la facciamo fuori dall’atmosfera, al riparo dalla corrosione, dalla ruggine e dalla forza di gravità. Gli imprenditori più lungimiranti ci credono (Elon Musk, Jeff Bezos ecc.) e anche qualche italiano a cominciare da Roberto Battiston e imprese come D-Orbit.

In fondo siamo alla ricerca di un obiettivo di lungo periodo, capace di far sognare.

Un’umanità che invecchia nella sua culla, che rischia di sprofondare nei conflitti, nelle guerre, soffocata dall’inquinamento dalla carenza di risorse, quando la fuori ci sono spazio e risorse infinite, è una prospettiva che non fa sognare nessuno.

Arrivo a Bologna nel traffico delle sei del pomeriggio. Trovo miracolosamente una piazzola libera proprio davanti al CostArena, dove si tiene l’incontro pubblico. C’è anche Adriano Autino, ch’è arrivato prima di me. Il filosofo Ivano Dionigi racconta dei tanti incontri che ha avuto ultimamente con gli adolescenti, da Trapani a Trento. Decine di migliaia di ragazzi con una forte domanda di futuro. Dice che sono diversi da noi, che credevamo di sapere tutto e volevamo fare la rivoluzione. I ragazzi di oggi ci chiedono delle risposte e sono alla ricerca di una guida!

Io però non l’ho sentita questa risposta durante l’incontro. Quando Adriano è intervenuto con la sua provocazione, cioè l’invito a ragionare su un futuro possibile e desiderabile per i prossimi cento, duecento anni, la provocazione non è stata raccolta. Era come se quelli “contro l’eterno presente” avessero un gran voglia di rifugiarsi nell’eterno passato. Maurizio Roi ha accettato una copia del libro di Adriano e ha promesso di leggerlo: sono sicuro che lo farà! Chissà che uno degli appuntamenti di Left Wing non possa essere dedicato al futuro, non quello dell’anno prossimo ma quello fra dieci, vent’anni. Magari con un’occhiata all’anno 2100.

Abbiamo concluso la serata, io e Adriano, davanti a una bella bistecca, con una birra gelata. Ci sarebbe stata bene una bella bottiglia di Lambrusco ma purtroppo dovevamo guidare. Mi dicono che tutti i produttori e commercianti di vino sono in trepida attesa dell’autopilota.

Daniele Leoni

L’EVENTO

Un intellettuale, Ivano DIONIGI, già Rettore dell’Università di Bologna e autore del libro “Il presente non basta” e un politico, Matteo Orfini, Presidente del Partito Democratico, dialogano sulla necessità di idee forti che travalichino l’oggi, che non ci consumino in una quotidiana cronaca, che guardino al passato con ispirazione ma senza nostalgia e abbiamo una determinata volontà di futuro. Queste idee esistono ancora? Gli intellettuali possono offrire un contributo? Iniziativa organizzata dall’Associazione Left Wing.

Moderatore Maurizio ROI, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Genova Carlo Felice.

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Commenti all'articolo
  1. Renzi e l’intelligenza artificiale! Un binomio “da favola”.
    Forse converrebbe partire dagli eredi di quei bambini che venivano posti sotto i telai nelle filande e vedere chi sono oggi gli eredi di quegli sfruttati. Oh, certo, poi non fermarsi lì…..

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