domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cooperative: strumento dell’ ONU per la Globalizzazione
Pubblicato il 30-06-2017


L’importanza dei principi cooperativi ha ottenuto un riconoscimento “ definitivo “ dalla Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione , la Scienza e la Cultura (UNESCO ). Le cooperative (e nessun’altra forma giuridica di impresa) sono state aggiunte alla lista del Patrimonio Culturale Intangibile dell’ Umanità. L’ Unesco riconosce che l’esperienza umana “ non è definita solo dai luoghi e/o dai monumenti tangibili ” ma pure dalle tradizioni e dalle pratiche di vita esistenti. Ogni Stato quindi può richiedere all’Unesco di inserire nella lista citata , ad esempio , il Movimento Cooperativo !!?

Si , la Germania lo ha fatto ottenendone il riconoscimento ; l’ Italia ancora no, perché? La risposta può essere molto articolata e la rimandiamo al prossimo approfondimento. Il 1 luglio 2017 cade la 23^ giornata ONU delle Cooperative ed il messaggio dell’ICA (International Co-operative Alliance ) per questa occasione risalta giustamente i “ principi “ della società cooperativa ponendo l’attenzione al settimo: “Impegno verso la comunità “.

Trattasi di un principio quasi sconosciuto tra i soci stessi di una cooperativa e totalmente sconosciuto alla cittadinanza, anche la più colta o ritenuta tale. La cooperativa quindi , deve impegnarsi nel sostenere lo sviluppo delle comunità in cui opera (NO alle delocalizzazioni speculative così diffuse dalle grandi e medie imprese private) interessandosi e/o utilizzando le risorse del territorio in cui opera e sostenendone (ovviamente nell’ambito delle sue possibilità ) le iniziative socio-culturali promosse.

In altre occasioni abbiamo ricordato la nascita dei movimenti cooperativi e le persone che caratterizzarono e ne sostenerono la formazione, lo sviluppo ed anche gli insuccessi (spesso dovuti ad ostacoli volutamente creati da avversari…). I reggiani Prampolini e Ruini il molinellese Massarenti e tanti altri ne svilupparono la filosofia imprenditoriale come vero e proprio contenuto politico ed anche partitico.

La non discriminazione di genere, sociale, razziale, politica e religiosa nella formazione del corpo sociale della società cooperativa, accanto all’intervento operativo laddove il “privato” e la “società di capitale“ non si attiva (per carenza di possibilità di lucrare) per far fronte ai bisogni della popolazione meno abbiente, costituiscono e costituiranno anche in futuro i capisaldi aziendali della iniziativa imprenditoriale cooperativa.

Il messaggio dell’ ICA evidenzia come la “disuguaglianza dei redditi “ stia aumentando in tutto il mondo ed indica il “modello cooperativo “ come il primo strumento da applicare per combattere il fenomeno perseguendo una maggiore distribuzione delle ricchezza. Già oggi laddove la povertà attanaglia le popolazioni, milioni di persone, organizzate in cooperative, trovano la possibilità di sopravvivere e partecipare al controllo ed allo sviluppo delle loro imprese.

L’ ONU indica la strada maestra per affrontare la Globalizzazione in corso: “l’insieme dei valori come quelli del Movimento Cooperativo“. Da cooperatori attivi sappiamo che in ogni settore della vita la concretizzazione dei “principi” viaggia sulle gambe delle persone con le loro conseguenti responsabilità . Di certo, accadimenti di malaffare oltre che di mala gestione imprenditoriale hanno offuscato il Movimento Cooperativo ma non i “principi “ e la passione che oltre 250 milioni di soci mantengono intatta.

Mauro Veronesi Paolo Cristoni

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