domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ddl Tortura, reato inapplicabile per i fatti di Genova
Pubblicato il 26-06-2017


tortura 2Nemmeno il tempo di arrivare in Aula e già il testo sul ddl tortura non piace a nessuno, già qualche giorno fa Pia Locatelli aveva detto: “Il testo va migliorato, abbiamo aspettato quasi trent’anni per fare una legge, ma se una legge non è fatta bene diviene inapplicabile. In questo modo facciamo solo finta di adempiere a un impegno”. Il Ddl approvato al Senato era stato accolto infatti dalle polemiche sollevate da alcuni gruppi parlamentari e da associazioni come Antigone e Amnesty International, ma ora a prendere posizione è la Magistratura, la stessa che si era occupata dei fatti di Genova durante il G8. Undici firme e una lettera di tre pagine indirizzata direttamente alla presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, per lanciare l’ennesimo allarme: la nuova legge che introduce il reato di tortura è scritta in modo tale da essere inapplicabile al massimo esempio di tortura di massa avvenuto nel nostro Paese, e cioè il G8 di Genova nel 2001. Gli autori sono i magistrati, sia inquirenti che giudicanti, titolari dei processi sull’irruzione alla scuola Diaz e sui fatti avvenuti alla caserma di Bolzaneto. “Le critiche alla legge in discussione – scrivono – ribadite da ultimo in una lettera indirizzata ai parlamentari dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, non ci sembrano frutto di dissertazioni astratte né di speculazioni teoriche perché trovano un concreto e tangibile riscontro nella nostra diretta esperienza di magistrati. È infatti indiscutibile: che alcune delle più gravi condotte accertate nei processi di cui si tratta siano state realizzate con unica azione”. Inoltre, fanno notare i pm, con la legge attualmente in discussione non si potrebbe parlare di tortura per i fatti successivi all’irruzione nella scuola Diaz, perché le persone presenti all’interno in quel momento non erano state private della propria libertà.
Infine nella conclusione della lettera il paradosso di una legge creata proprio dopo le condanne della Cedu all’Italia per i fatti del G8 di Genova, ma che in tal caso non potrebbe essere applicata:
“Ci pare si debba riflettere su questo paradosso: una nuova legge, volta a colmare un vuoto normativo in una materia disciplinata da convenzioni internazionali, sarebbe in concreto inapplicabile a fatti analoghi a quelli verificatisi a Genova, che sono già stati qualificati come tortura dalla Corte Europea, garante della applicazione di quelle convenzioni. Sarebbe così clamorosamente disattesa anche l’esecuzione delle sentenze di condanna già pronunciate dalla Corte Edu nei confronti dello Stato Italiano”.
Un altro paradosso è quello di ritrovarsi la legge in Aula proprio nella giornata internazionale a sostegno delle vittime della tortura. Oggi infatti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto per sottolineare come l’impegno contro le violazioni dei diritti dell’uomo e i suoi diritti fondamentali debba essere condiviso dalla comunità mondiale. Il capo dello Stato ha esortato a un ulteriore e necessario sforzo per garantire tutela a chi è vittima di tortura. Sostegno alle vittime di tortura e alle loro famiglie, anche da parte Papa Francesco su Twitter.

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