martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

STELLE CADENTI
Pubblicato il 12-06-2017


grillo di maio

All’indomani delle elezioni comunali il Movimento 5 Stelle deve fare i conti con un risultato deludente. I 5 Stelle, infatti, si ritrovano fuori dai ballottaggi delle città più grandi: a Palermo perdono, così a Genova e, come previsto, anche a Parma. Ma “brucia” anche la perdita di Mira (in provincia di Venezia) uno dei primi comuni conquistati dai 5 Stelle.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini in un editoriale sull’Avanti! parla di “quattro fattori nel voto amministrativo: una scarsa partecipazione, il crollo verticale dei grillini, l’esplosione delle liste civiche (almeno il 70% delle liste presentate), la vittoria delle coalizioni”. “Il voto socialista – continua Nencini – è articolato. Buono al Sud. Ma il nord il vero problema, dal 1993”. “Siamo in attesa dei dati definitivi del Ministero dell’interno ma possiamo sin da ora dire che le liste Psi e di area civico socialista si attestano attorno al 4,4%. Una riflessione: si vince con coalizioni coese e con un progetto di governo. È vero, senza PD non c’è centrosinistra, ma nemmeno con il solo PD c’è il centrosinistra”.

Le divisioni interne al M5S e il poco radicamento sul territorio sono a incidere sui risultati poco lusinghieri in casa 5 Stelle ed è probabile che questo riaccenda le perplessità dell’ala più ortodossa del Movimento e che inneschi un nuovo “processo” alla figura di Luigi Di Maio che è responsabile Enti Locali oltre ad essere nei fatti candidato premier in pectore (anche se sarà la Rete a decidere il nome nei prossimi mesi). Ma sa qui a dire che il Movimento è in crisi ce ne vuole. La forza dei 5 Stelle è tutta nel suo leader. E spendersi a livello nazionali è per lui molto più facile piuttosto che scendere a livello locale dove le diversità di ogni amministrazione necessitano di candidature forti e radicate.

Insomma il voto in 1.004 Comuni, con oltre nove milioni di italiani, riconsegna un quadro politico soprattutto bipolare con i candidati di centrosinistra e quelli di centrodestra che si sfideranno ai ballottaggi tra due settimane. Affluenza intorno al 60%, in forte calo. Secondo turno previsto per il 25 giugno. Grillo dal canto suo non ci sta e va al contrattacco: “Tutti gongolano esponendo raffinate analisi sulla morte del M5S, sul ritorno del bipolarismo, sulla fine dei Grillini. L’hanno detto dopo politiche, europee, regionali e referendum. Fate pure anche ora”. Senza le liste civiche Renzi “avrebbe faticato a mettere anche solo qualche consigliere comunale! Stiamo assistendo alla lenta scomparsa di un partito che, con nomi diversi, era radicato sul territorio dal dopoguerra”.

In visita nelle zone terremotate, il segretario del Pd, parla di “buoni i dati”. Ma già pensa ai ballottaggi che si terranno tra due settimane. Il M5s, aggiunge Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera “ha dimostrato di non essere all’altezza delle sfide delle grandi città, ma anche delle realtà medio-piccole. Questo Movimento, anche sulle riforme, ha dimostrato di non saper e voler decidere. “Il centrosinistra – aggiunge – tiene molto bene come coalizione”. “E tiene bene anche il Pd. Nei ballottaggi – precisa – ci scontreremo con un centrodestra che, quando si unisce, a prescindere dalle cose che li tengono insieme, si dimostra molto competitivo e molto forte”.

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