venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ermini: “Gentiloni fino al 2018? Sì, ma…”
Pubblicato il 21-06-2017


Il discorso sulla legge elettorale è chiuso. Parola di David Ermini, deputato renziano del Pd, che nell’intervista all’Avanti! afferma che il governo Gentiloni “andrà certamente alla fine della legislatura” e si voterà nel 2018 “con la legge uscita dalla Consulta”. Ieri nel suo intervento sulle mozioni Consip il senatore di Mdp Gotor si è scagliato contro Lotti e, indirettamente, contro Renzi. Difficile pensare a futuri accordi, dunque. Ad oggi “mi pare che si chiamino fuori – spiega Ermini -. Se fanno i duri e puri, pensando di poter fare testimonianza, lo facciano pure. Io credo che l’Italia abbia bisogno di un centrosinistra forte e non di semplici slogan”. In realtà il Pd pensa ad un altro alleato: “Penso che l’iniziativa di Pisapia sia assolutamente lodevole, auspicabile e con l’idea di poter avere un’alleanza con noi”.

Onorevole Ermini, dopo il fallimento della legge elettorale quali possono essere le vie da percorrere? Il Pd con chi potrebbe trovare un accordo?
“Allo stato attuale trovo molto difficile che si possa modificare la legge elettorale. In questo momento, dunque, non ci possono essere accordi. Le proposte dovranno farle gli altri. A questo punto per noi è definitivo andare a votare con la legge uscita dalla Consulta”.

Il Governo Gentiloni arriverà alla fine della legislatura o deve temere il fuoco amico?
“Per quanto riguarda il Pd andrà certamente alla fine della legislatura. Giusto, però, parlare di fuoco amico perché ci sono forze che dicono di stare in maggioranza e poi non votano i provvedimenti del Governo. Per cui il problema sarà per loro, non certo per il Partito Democratico”.

Renzi ha aperto ad una alleanza con Pisapia che, però, pone condizioni. È così difficile rifondare il centrosinistra? Alcuni esponenti del suo partito, ma anche della sinistra in generale, ritengono che sia utile la compattezza della sinistra…
“È certamente utile. Ma la domanda non andrebbe posta al Pd, bensì a quell’arcipelago che c’è alla nostra sinistra che trova molte difficoltà a stare insieme. Penso che l’iniziativa di Pisapia sia assolutamente lodevole, auspicabile e con l’idea di poter avere un’alleanza con noi. Sto vedendo e leggendo in questi giorni che i problemi si trovano all’interno di alcuni movimenti che compongono l’arcipelago della sinistra. È un difetto storico della sinistra, ma vedo che purtroppo si sta proponendo anche in questo periodo”.

Come intendete procedere con Articolo 1 – Mdp?
“Loro dovranno decidere se vogliono far parte di questa coalizione o meno. Ad oggi dalle parole espresse, soprattutto da quelle pronunciate ieri dal senatore Gotor, mi pare che si chiamino fuori. Se fanno i duri e puri, pensando di poter fare testimonianza, lo facciano pure. Io credo che l’Italia abbia bisogno di un centrosinistra forte e non di semplici slogan”.

Si parla di un accordo Berlusconi-Renzi. Si sente di escluderlo? Quali sono i loro reali rapporti?
“L’accordo era istituzionale sulla proposta di riforma elettorale, che era stato sancito con Forza Italia, con la Lega ed il Movimento 5 Stelle. Nessun altro tipo di accordo con Forza Italia, che nella nuova campagna elettorale avrà il suo programma e noi avremo il nostro. Vedo invece nel movimento di Pisapia, ed eventualmente in una formazione di centro che potrebbe nascere, la possibilità di ricreare un centrosinistra dove il Pd sia la forza trainante, maggiormente rappresentativa e che possa guidare questo paese nel percorso di uscita dalla crisi. Percorso che abbiamo già cominciato”.

Lo Ius Soli ha creato bagarre in Parlamento. Cosa farà il Pd?
“Lo Ius Soli è un diritto per i bambini che potranno chiedere di anticipare quello che poi già la legge concede, cioè la richiesta di cittadinanza. È ingiusto vedere esclusi dalla nostra società i bambini che parlano italiano, che vivono italiano, che tifano squadre italiane, che hanno affetti ed amicizie con gli altri bimbi italiani. Molti cercano di confondere lo Ius Soli con l’immigrazione, ma sono due cose completamente diverse. Noi che siamo cresciuti nella generazione di Bob Kennedy e di Martin Luther King crediamo che questo sia un disegno, una speranza di un futuro migliore per tutto il nostro mondo”.

Il centrosinistra in quali aree e in quali settori dell’Italia deve recuperare?
“Soprattutto nelle parti più disagiate del Paese. La sinistra deve ancora recuperare nei confronti delle professioni, dei lavoratori autonomi e degli artigiani, anche se in questo periodo c’è stata molta attenzione in tal senso. Penso, però, che il Pd abbia anche un altro compito, cioè quello di creare una nuova classe dirigente che guardi al futuro. Ecco perché c’è bisogno di dare molto spazio ai giovani, di dare loro speranza, ma allo stesso tempo concretezza, perché i giovani possano diventare sin da ora coloro che ci guideranno nei prossimi anni”.

Ida Peritore

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