mercoledì, 16 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Eugenio Colorni, socialista riformista federalista europeo scomodo
Pubblicato il 13-06-2017


Chi è Eugenio Colorni? Sicuramente è il personaggio meno conosciuto fra i padri del Manifesto di Ventotene o Manifesto per l’Europa federale. Infatti,anche in occasione delle celebrazioni del 60° dell’Unione europea,si è parlato molto di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, pochissimo, quasi per niente, di Eugenio Colorni.

Eppure Colorni è stato l’ideatore e l’animatore del progetto del Manifesto. E parlava di Europa federale molto prima della sua reclusione a Ventotene,molto prima di conoscere Spinelli e Rossi .Lo ha confermato ,in un recente convegno delle fondazioni Nenni e Buozzi,anche Virgilio Dastoli ,che è stato per molti anni collaboratore di Spinelli. Del resto lo stesso Spinelli ricordava spesso che “Colorni è stato il maestro della mia mente”.Ma lo diceva agli amici,ma non risulta che nei discorsi o negli articoli abbia mai citato Eugenio. Anche Norberto Bobbio, curando la raccolta degli scritti del pensatore socialista, si lamentava che “la figura di Colorni era la meno nota fuori della cerchia degli studiosi e anche qui solo per frammenti”. Sicuramente avrà influito, nella formazione europeista di questo filosofo –politico, la donna che amò intensamente : quell’intellettuale ebrea tedesca,Ursula Hirschman (sospettata di simpatie trotzkiste) ,che poi sposò e visse con lui anche a Ventotene e da cui ebbe tre figli . In seguito, dopo l’assassinio del dirigente socialista a Roma dalla banda Koch , Ursula divenne la moglie di Altiero Spinelli ( e partorì altri tre figli) .

Mi ha raccontato di recente Franco Ferrarotti (il padre della sociologia italiana),che ha frequentato per anni la coppia Altiero-Ursula: “Spinelli non era un uomo di vasta cultura,era però un politico che sapeva cogliere tutte le sfumature di quel mondo. Ursula era una donna bella e intelligente,molto colta. Qualsiasi uomo sensibile se ne sarebbe innamorato”.

Quando Colorni venne trasferito a Melfi da Ventotene (da dove poi è riuscito a fuggire per operare nel Psi ,come clandestino a Roma) fece stampare a spese proprie il Manifesto federalista europeo,anche se non portava la sua firma. Infatti ,il testo era stato scritto da Spinelli e Rossi,anche se i contenuti erano stati ampiamente discussi in decine e decine di incontri sull’isola. Il filosofo socialista rispettò il testo stilato dai suoi due amici ,limitandosi a scrivere una prefazione Ne diffuse solo 500 copie ,invece di 3000 come aveva programmato,per mancanza di fondi .Ma ,mentre Spinelli e Rossi,appena liberati dall’isola,preferirono rifugiarsi in Svizzera, Colorni si buttò nella lotta clandestina a Roma ( organizzando i gruppi militari partigiani ,scrivendo sull’Avanti clandestino e lavorando alla ricostruzione del Psi). Nella piattaforma programmatica per il congresso socialista fece inserire questo suo testo : “I socialisti italiani vogliono che dalla pace che seguirà la presente guerra siano poste le basi di un solido ordinamento unitario che si concreti in una Federazione dei liberi Stati Europei”.

Nel dopoguerra e persino negli anni più recenti ,la figura di Eugenio Colorni è stata ridimensionata,sino a farla dimenticare. Eppure Aldo (questo il nome che assunse nella lotta partigiana) è stato l’unico martire europeista socialista massacrato dai criminali fascisti . Sorge però un sospetto : Altiero Spinelli era un ex comunista ( ma poi rientrato nel partito di Togliatti ,sia pure come indipendente) ed Ernesto Rossi,radicale ,sostenuto dall’estrema sinistra del tempo ,potevano godere di protezioni politiche forti e interessate,mentre Colorni era un uomo libero,socialista riformista e libertario. E considerato piuttosto scomodo dai vertici dei partiti . Questa figura piaceva poco allora (ai tempi dello stalinismo imperante ) ,ma ancora oggi non risulta troppo gradita .Ecco perché si tende a metterla in ombra. Parleremo ancora di Colorni,anche con un saggio che stiamo preparando per “Mondoperaio”.

Aldo Forbice

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Spinelli poté valersi della sua elezione al P:E. e del “club del coccodrillo” da lui fondato a Strasburgo.
    Colorni merita di stare in primo piano rispetto alle origini moderne dell’idea federalista europea.

Lascia un commento