sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Francia, vince l’astensionismo. La débâcle socialista
Pubblicato il 19-06-2017


psfUna vera e propria disfatta per i socialisti francesi che perdono l’80 percento dei loro seggi, precipitando a poche decine di presenze, ed aprono ufficialmente la crisi del partito.
Il referto medico lo stila il segretario, Jean-Christophe Cambadelis che annuncia le sue dimissioni: “La sconfitta è bruciante e senza appello”, ammette di fronte alle telecamere, “la sinistra deve cambiare radicalmente nella forma e nella sostanza ed aprire una nuova fase per combattere il nazionalismo ed il neoliberismo”. “Il partito sarà gestito da una segreteria collettiva, io mi assumo le mie responsabilità”, spiega ancora l’ormai ex segretario.
Ma se il socialismo perde una delle sue roccaforti, la nuova Francia di Macron non ride. Anche se in pochi mesi En Marche! ha conquistato la maggioranza assoluta dell’Assemblée Nationale (insieme agli alleati di MoDem avrà 351 seggi su 577), tuttavia a vincere è l’astensionismo. Un francese su due resta a casa e il primo partito di Francia è quello dell’astensione che tocca il livello record del 56%.
Tanto che il capo dell’Eliseo non si mostra alle telecamere manda il suo primo ministro Edouard Philippe a dire che è stata una “vittoria chiara che ci rende felici”, non viene aggiunto altro.
Ma a preoccupare è anche l’arrivo per la prima volta tra gli scranni del Parlamento francese di frange estremiste: è la prima volta per la leader dell’estrema destra Marine Le Pen con il Front National, otto seggi che non permetteranno neppure la formazione di un gruppo parlamentare, ma resta un dato. Avrà invece il gruppo la sinistra radicale di Jean-Luc Melenchon che si aggiudica 17 di scranni. Altri 10 seggi vanno al Partito Comunista.
Insomma la Francia è in marcia…. ma non si sa verso cosa.

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