mercoledì, 26 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

G8. Ue condanna la legge italiana per i fatti della Diaz
Pubblicato il 22-06-2017


diazL’Europa torna a farsi sentire sui fatti del G8 a Genova e in particolare per la “macelleria messicana” alla scuola Diaz di Genova della notte tra il 20 e il 21 luglio 2001. La Corte europea dei diritti umani, con sede a Strasburgo, ha stabilito che le leggi italiane sono inadeguate a punire e prevenire gli atti di tortura commessi dalle forze dell’ordine.
“C’è bisogno di dare all’Italia una legge in questo campo”, aveva già detto anni fa il senatore socialista e responsabile giustizia del Psi, Enrico Buemi.
La legge sul reato di tortura e sull’identificazione degli agenti promossa già a inizio legislatura è ancora nei cassetti e non è stata approvata, nel frattempo però è arrivato già il secondo richiamo europeo con una sentenza che stabilisce che i ricorrenti furono torturati, i responsabili non puniti adeguatamente e l’assenza di una norma contro la tortura nell’ordinamento italiano. La Corte di Strasburgo ha inoltre riconosciuto 29 indennizzi che variano dai 45 ai 55 mila euro per danni morali. Già due anni fa la Corte europea dei diritti dell’uomo, rispondendo al ricorso presentato da Arnaldo Cestaro, una delle persone brutalmente picchiate, ha dichiarato all’unanimità che è stato violato l’articolo 3 sul “divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti”. Quanto compiuto dalle forze dell’Ordine italiane nell’irruzione alla Diaz il 21 luglio 2001 “deve essere qualificato come tortura” ha precisato la Corte che ha condannato il nostro Paese non solo per quanto fatto ai manifestanti, ma anche perché non è in possesso di una legislazione adeguata a punire il reato di tortura.
La condanna emessa oggi dalla Corte di Strasburgo ricalca quella stessa condanna a cui è seguita una lettera inviata alle autorità italiane dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, in cui sono espresse preoccupazioni per il testo ora all’esame del Parlamento italiano. La Camera dei Deputati deve modificare il testo della legge contro la tortura che sta discutendo, perché nella sua forma attuale contiene una definizione del reato e diversi elementi in disaccordo con quanto prescritto dagli standard internazionali, questo l’invito del commissario europeo nella missiva inviata tra gli altri ai Presidenti dei due rami del Parlamento, Laura Boldrini e Pietro Grasso.
Il nostro Paese annovera numerosi casi di violazioni e torture da parte delle Forze dell’Ordine come il caso Aldrovandi o quello Cucchi ed è dalla primavera del 2013 che si attende una legge sul reato di tortura.

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