martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Gentiloni alla Ue: “Sui migranti risposte concrete”
Pubblicato il 29-06-2017


gentiloni migrantiIl richiamo del presidente della Commissione Europea è forte: “Sosteniamo l’Italia e la Grecia, eroiche nell’accoglienza dei migranti”. Ora, preso atto della buona volontà delle istituzioni europee, non resta che vedere come questi propositi si tradurranno in realtà. E il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, si aspetta impegni “concreti” già fra una settimana, quando i ministri europei dell’Interno si vedranno a Tallin. Un vertice, quello nella città estone, convocato per discutere dei temi della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo, ma che rivedrà la propria agenda alla luce dell’emergenza sbarchi. Proprio come a Berlino, dove Angela Merkel ha riunito i partner europei del G20, i presidenti di Consiglio e Commissione Europea e con la Norvegia a fare da Paese ospitato. Un vertice che, sulla carta, doveva preparare i temi più caldi da portare al tavolo del G20 di Amburgo, il 7 e l’8 luglio prossimi, ma che ha visto i leader confrontarsi sull’attualità delle ultime ore.

verticeUn confronto proficuo per l’Italia, alla quale sono arrivate parole di solidarietà e promesse di impegno da tutti i partner, a cominciare proprio dalla Germania. “Aiuteremo l’Italia, anche da parte tedesca, perché ci sta a cuore”, ha promesso la Cancelliera che poi si è soffermata sulla crisi libica. È dalla Libia, attraversata da una infinita guerra fra opposte fazioni, che parte il grosso dei barconi diretti sulle coste italiane. Su questo aspetto si concentra Merkel quando dice che “la situazione di illegalità in quel Paese è inaccettabile” cosi’ come non si può accettare “che quella illegalità diventi una situazione permanente. Spero che a Tallin si riesca a trovare una soluzione concordata”.

Le parole che più rassicurano sono però quelle pronunciate da jean Claude Juncker. Il presidente della Commissione Ue ha sottolineato che non si può “abbandonare l’Italia e la Grecia, ma bisogna compiere ogni sforzo per sostenere questi due Paesi eroici con i rifugiati”. La crisi migranti è la priorità anche per il presidente francese Emmanuel Macron che, a Calais, sta affrontandol’emergenza inviando 700 ulteriori unità tra poliziotti e gendarmi. Una scelta, almeno all’apparenza, in contraddizione con le parole “umanità e fermezza” che pronuncia alla Cancelleria. Ma l’inquilino dell’Eliseo si dice sicuro di riuscire a distinguere “migranti economici” che sono la maggior parte, dai rifugiati. Per gli uni, Macron garantisce fermezza – quindi respingimenti – per gli altri umanità ed accoglienza. Una distinzione difficile da fare per l’Italia quando entrambe le categorie si trovano a bordo dei battelli che salpano dalla Libia e rischierebbero di affondare nel Mediterraneo, se non fosse per le attività di ‘search and rescue’ delle autorità italiane. Uno sforzo che il presidente del Consiglio Gentiloni promette di mandare avanti, ma non garantendo per la tenuta del sistema senza aiuti concreti europei: “Abbiamo implementato le operazioni di search and rescue”, sottolinea Gentiloni, “mentre l’accoglienza rimane accoglienza in un solo Paese. Il nostro non è il messaggio di un Paese che viola le regole, ma di un Paese sotto pressione che chiede il contributo concreto dei colleghi europei. Siamo di fronte a numeri crescenti che, alla lunga, potrebbero mettere a dura prova il nostro sistema di accoglienza. Mi auguro che nel vertice dei ministri degli Interni, la prossima settimana a Tallin, si arrivi ad uno sblocco concreto degli impegni presi”.

Con la crisi migranti a prendersi il centro dell’attenzione, rimane più sullo sfondo il tema clima. Merkel, e con lei i partner europei, sperano ancora di non dovere arrivare a un ‘Piano B’ su questo punto: l’ipotesi che al G20 di Amburgo si possa uscire con un documento 19 più 1 non è remota vista la determinazione dell’amministrazione Trump a non rispettare gli accordi di Parigi. La cancelliera si dice consapevole che il lavoro per evitare questa soluzione sarà duro, ma è altrettanto determinata a tentare il tutto per tutto. Per il momento, di un doppio documento non vuole sentire parlare, dice a chi gli pone la domanda. Più ottimista Paolo Gentiloni: “Siamo sicuri che si possa arrivare a confermare gli accordi di Parigi senza distinzioni troppo pesanti”.

Edoardo Gianelli

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Commenti all'articolo
  1. L’ex direttore de la Stampa e attuale direttore de la Repubblica Mario Calabresi – senza ombra di dubbio un giornalista con la “schiena dritta” per usare la fortunata espressione coniata dal grande Enzo Biagi – ha scritto: “La parola ‘Solidarietà’ può ancora essere pronunciata e poi messa in atto o, come temeva Stefano Rodotà nel suo ultimo libro è destinata ad essere proscritta e condannata? È ancora possibile parlare di inclusione, accoglienza e integrazione senza essere tacitati e spazzati via dal disagio e dalle paure dei cittadini e da chi cavalca questi sentimenti? Una strada esiste, ma è un passaggio stretto, necessario, anzi indispensabile per non tradire la nostra tradizione civile e insieme la nostra tenuta democratica. Questa strada ha bisogno di parole chiare e ha una scadenza assai ravvicinata: oggi. Al vertice europeo di Berlino il premier italiano si presenta accompagnato da 22 navi che stanno per sbarcare sulle nostre coste 12.500 migranti recuperati al largo della Libia”.

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