giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva, si riapre il conflitto sulla gara. Operai in sciopero
Pubblicato il 05-06-2017


sciopero ilvaGiornata decisiva per l’Ilva. Dopo il no dell’Avvocatura dello Stato a un rilancio che contemplasse soltanto il prezzo per l’acquisizione dell’Ilva, la cordata Acciaitalia guidata dal gruppo indiano Jindal ha presentato una nuova offerta su tutti e tre i capitoli previsti dal bando: piano industriale, piano ambientale e prezzo. Il ministro Calenda aveva infatti chiesto un parere all’avvocatura per riaprire la gara limitatamente all’offerta economica: Acciaitalia (Jindal, Arvedi, Cassa depositi e prestiti e Del Vecchio) nei giorni scorsi aveva annunciato la disponibilità a rilanciare di 600 milioni di euro l’offerta economica in modo da pareggiare quella di Am investCo. Nella nuova offerta – sostenuta da Jindal e Del Vecchio, a quanto apprende l’AdnKronos da fonti vicine al dossier, CDP e Arvedi possono rientrare nel caso in cui la gara non venisse aggiudicata definitivamente dal Mise ad Am Ivestco (la cordata che mette insieme Arcelor Mittal e Marcegaglia).
Tuttavia sembra che ormai le jeux le son fait e il vincitore sia la cordata costituita da ArcelorMittal e Marcegaglia con il supporto di Intesa Sanpaolo, sul piatto 1,8 miliardi, ma con un piano che ha fatto storcere il naso ai tecnici incaricati dai commissari di valutare le proposte e su cui dovrà pronunciarsi l’Antitrust europeo. In particolare sulla questione la Commissione Ue ha già sottolineato con la lettera del 24 aprile, che l’offerta ArcelorMittal è al momento non praticabile perché richiederebbe importanti “rimedi” in considerazione della posizione dominante detenuta dal gruppo franco-lussemburghese in Europa su numerosi mercati. Sarebbe quindi in ogni caso necessario affrontare un procedimento amministrativo molto lungo e complesso che non finirebbe se non all’inizio 2018 e che lascerebbe comunque a Mittal, come evidenziato dalla Commissione europea, la possibilità di sfilarsi dall’acquisizione in ogni momento in ragione delle criticità Antitrust. Ma il Mise sembra ormai puntare tutto su Mittal facendo sapere che “le procedure di gara non si cambiano in corsa o peggio ex post”, così come ha dichiarato il ministro Carlo Calenda che ha precisato in una nota: “A seguito delle indiscrezioni apparse sulla stampa e avendo ricevuto il parere richiesto in merito all’Avvocatura dello Stato si precisa quanto segue. Il procedimento per il trasferimento dei complessi industriali di Ilva, come anche confermato dall’Avvocatura dello Stato, non prevede e non consente una fase di rilancio delle sole offerte economiche presentate”.
Ma a preoccupare, oltre alla questione ambientale, è anche quella occupazionale, visti gli esuberi annunciati dal piano della cordata. I Sindacati non ci stanno a essere messi da parte in una questione così importante: i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella hanno scritto al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e a Carlo Calenda chiedendo la convocazione di un incontro preventivo per “poter esplicitare le valutazioni sindacali su una vicenda strategica per il paese e per il mondo del lavoro, quale quella dell’Ilva”. I sindacati hanno intanto confermato le richieste a tutela dei lavoratori: in primis rispetto dell’accordo di programma firmato nel 2005, poi garanzie occupazionali per i dipendenti dello stabilimento del capoluogo ligure, sui cui aleggia lo spettro di migliaia di esuberi, 4800 per quanto riguarda Arcelor-Mittalmarcegaglia-Banca Intesa.
A Cornigliano le tute blu protestano contro gli almeno 5.000 esuberi previsti in seguito alla vendita ai privati e chiedono il rispetto dell’Accordo di programma del 2005, che tutelava i livelli occupazionali. Dopo il corteo si è tenuto un incontro tra i rappresentanti sindacali, il prefetto, il sindaco Marco Doria e il governatore Giovanni Toti.
“Chiediamo al governo di convocare urgentemente a Roma tutti i firmatari dell’accordo di programma per chiarire la situazione che per noi deve partire da questo accordo che è in vigore. C’è un passaggio di proprietà del gruppo Ilva, ci sono dei piani industriali che vogliamo vedere ma c’è anche un accordo di programma vigente”. Lo ha detto il sindaco di Genova, Marco Doria, al termine del corteo dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano contro gli esuberi annunciati dai nuovi acquirenti della società. La rabbia contro gli esuberi tocca da vicino Genova dove l’Ilva impiega circa 1.600 lavoratori. La protesta a Taranto è invece arrivata subito, qualche giorno fa il 70 per cento dei lavoratori dello stabilimento di Taranto in servizio durante il primo turno ha aderito allo sciopero di 4 ore indetto dai sindacati dei metalmeccanici di Ilva e dell’indotto dopo l’annuncio, nei giorni scorsi, di 5-6mila esuberi nei piani industriali delle due cordate candidate a rilevare l’Ilva
Mentre dalla Puglia il governatore Emiliano protesta ancora una volta contro il Governo.
“È chiaro, hanno paura che un industriale innovativo, che ha cura dell’ambiente, che ha presentato un piano di decarbonizzazione rilevante, che mantiene alti i livelli di occupazione, scompagini le lobby del carbone che probabilmente temono che una riconversione produttiva dell’Ilva scardini questo assurdo monopolio di una sostanza dannosa che viene utilizzata in maniera impropria. Mi auguro che questo disegno salti”, ha detto il governatore pugliese, Michele Emiliano, rispondendo ai giornalisti che oggi a Bari gli hanno chiesto cosa pensasse della chiusura del governo a un rilancio della Jindal per l’acquisto dell’Ilva di Taranto che dovrebbe invece aggiudicarsi la cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia. “Dal punto di vista giuridico – ha proseguito – noi pensiamo invece che un rilancio sia possibile e che negarlo determinerebbe un grande conflitto giuridico, le cui conseguenze potrebbero essere molto dannose per l’Ilva e la prosecuzione dell’attività produttiva”.

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