sabato, 19 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Inps: un mln e 200mila pensionati incasseranno per la prima volta la quattordicesima
Pubblicato il 28-06-2017


Pensioni

IL 30% DELLE NUOVE 14ESIME A BENEFICIARI CON «REDDITI FORTI».

Un milione e duecentomila pensionati con il consueto assegno Inps, incasseranno per la prima volta anche la quattordicesima grazie all’ultima legge di Bilancio. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, fino all’anno scorso questo bonus extra, dal peso variabile a seconda degli anni di versamenti effettuati, era appannaggio dei soli 2,1 milioni di pensionati contributivi con un reddito complessivo inferiore a 1,5 volte il minimo, come prevedeva la legge del 2007 che l’ha inventato. Per questa platea originaria – sottolinea Il Sole 24 Ore – il bonus viene rafforzato del 30% circa, per gli altri (quelli con una pensione compresa tra 1,5 e 2 volte il minimo) come detto è una novità. La misura ha un costo di 800 milioni l’anno ed è stata da più parti criticata, in primis dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo il quale in 7 casi su 10 andrà a beneficio di pensionati che poveri non sono. Un giudizio cui gli autori della nuova quattordicesima hanno sempre replicato spiegando che non si tratta di una intervento di tipo assistenziale.

A chi spetta

La quattordicesima spetta a chi ha una o più pensioni Inps o delle gestioni autonome, separata e del fondo clero. Hanno titolo ad ottenerla i pensionati a partire da 64 anni. Hanno diritto anche i titolari di pensioni di invalidità (non quelle civili) e le reversibilità. Esclusi i pensionati Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti. Fino al 2016 l’assegno della quattordicesima competeva ai pensionati con una situazione reddituale complessiva fino a una volta e mezzo il trattamento minimo (chi ha avuto nel 2016 redditi fino a 9.786,86). Ora lo stesso beneficio va a chi ha un reddito superiore a 1,5 volte il minimo e fino 2 volte (quindi 13.049,14 euro). Per i pensionati subito dopo la soglia più alta è invece prevista una compensazione per evitare che siano penalizzati rispetto a chi si trova subito sotto.

Quanto vale l’operazione

Quanto vale la quattordicesima per i pensionati? Stando alle fonti Inps si varia tra 437 euro e 655 per coloro con i redditi più bassi, e tra 336 e 504 euro per quanti detengono situazioni reddituali fino a due volte il minimo.

Platea dei beneficiari

Pensionati felici: o meglio, 3,4 milioni pensionati lo saranno grazie alla quattordicesima in versione rafforzata configurata dalla ultima legge di Bilancio. L’ultima «finanziaria» ha irrobustito la quattordicesima a chi ne aveva già diritto ed ha allargato ulteriormente la platea dei beneficiari, includendo circa 1,2 milioni nuovi pensionati. Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha spesso criticato questa manovra legata alla quattordicesima perché scarica i costi sulle generazioni future.

Secondo il numero uno dell’Inps il bacino di avanti tiolo che usufruiranno della nuova misura previdenziale «è destinata a essere più ampia in confronto a quella prefigurata inizialmente: avremo un incremento soprattutto per quel che riguarda gli ex dipendenti pubblici», che saranno «i grandi beneficiari della quattordicesima. Attualmente sono circa 8.000 e con le nuove norme inserite nell’ultima legge di Bilancio saliranno a 125.000. Parliamo di un incremento del 1.500%».

Ammortizzatori sociali

SI ALLA CIG IN DEROGA ANCHE DOPO LA SOLIDARIETÀ

La cassa integrazione in deroga può essere concessa nel 2017 anche al termine di un contratto di solidarietà che ha avuto inizio prima del 31 dicembre 2016. Lo spiega l’Inps con il messaggio 2303/2017 pubblicato di recente dall’Istituto di previdenza. I chiarimenti riguardano l’erogazione della cassa integrazione in deroga concessa da regioni e province autonome, con possibilità di utilizzare fino al 50% delle risorse loro attribuite, ai fini della concessione di trattamenti con decorrenza successiva al 31 dicembre 2016, «purché consecutivi alla fruizione di precedenti interventi ordinari scaduti dopo tale data e purché i provvedimenti autorizzatori siano adottati entro e non oltre il 31 dicembre 2016». L’Inps, in merito, ha chiarito che la concessione di Cigd può interessare anche periodi che hanno inizio e fine nell’annualità 2017, purché consecutivi (cioè senza soluzione di continuità) alla fruizione di Cigo o Cigs con scadenza successiva al 31 dicembre 2016 (circolare n. 217/2016). Inoltre, ha precisato che tra gli ammortizzatori ordinari vi rientrano le prestazioni d’integrazione al reddito garantite dai Fondi di solidarietà, compreso il Fondo d’integrazione salariale (Fis) e i Fondi di solidarietà bilaterale alternativi (messaggio n. 1713/2017).

A ciò aggiunge che il ministero del lavoro ha precisato in una recente nota (prot. n. 8521) che le regioni hanno facoltà di concedere ammortizzatori in deroga, dal 1° o dal 2 gennaio 2017, a patto che vi sia continuità tra l’intervento ordinario e quello in deroga e che la decretazione della deroga sia avvenuta in data anteriore al 31 dicembre 2016. Inoltre, sempre il ministero ha chiarito che le prestazioni d’integrazione di solidarietà rientrano tra gli ammortizzatori ordinari; pertanto, regioni e province autonome possono decretare la Cigd per il 2017 in loro continuità. In tal caso, per la verifica del requisito di continuità, il datore di lavoro deve fornire all’Inps apposita dichiarazione, precisando la data fine intervento della solidarietà.

Previdenza

COVIP, SERVE VIGILANZA UNICA

Richiamare l’attenzione sulla necessità di riordinare ed efficientare l’assistenza sanitaria integrativa, che rappresenta un settore che già conta oltre 500 operatori. Potrebbe essere opportunamente valutata l’attribuzione della vigilanza a un’unica autorità, mantenendo presso i ministeri competenti (Lavoro e Salute) l’alta vigilanza sui rispettivi settori. E’ quanto emerge dalla relazione annuale della Covip, presentata di recente alla Camera dei deputati. A fronte dei cambiamenti demografici in atto e del conseguente ampliamento dei bisogni di protezione sociale, il ruolo del sistema dei controlli, spiegano dalla Covip, “assume una connotazione del tutto speciale, proprio per la grande rilevanza degli interessi coinvolti, ed è incentrato sul tema dell’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche rispetto ai bisogni previdenziali”. Tale contesto assegna all’azione di vigilanza della Covip la connotazione di ‘vigilanza sociale’, differenziandone nettamente il ruolo e le caratteristiche funzionali rispetto alle Autorità di vigilanza sul risparmio finanziario. Peraltro, si osserva, l’esigenza di una “vigilanza così caratterizzata non investe solo la previdenza, ma anche, in un’ottica di welfare integrato, le diverse componenti della domanda di protezione sociale, riferibili ai bisogni di cura e assistenza, anche a lungo termine, che assumono particolare rilievo nelle società che invecchiano”.

Fondi pensione – I fondi pensione e le casse professionali, quali investitori istituzionali, svolgono un ruolo di assoluta rilevanza nel finanziamento dell’economia italiana, disponendo di ingenti risorse utilmente impiegabili nel breve e lungo periodo. Considerati nel loro insieme, essi investono in Italia circa 71 miliardi di euro, pari al 37% del totale degli attivi. E’ quanto si evince dall’annuale relazione della Covip, presentata a Montecitorio. Oltre la metà delle risorse, spiegano dalla Covip, è formata da titoli di Stato, per un valore di 40,2 miliardi di euro, mentre circa un terzo è formato dalla componente immobiliare. La quota destinata al finanziamento delle imprese italiane rimane ancora esigua: 7,2 miliardi di euro, pari al 3,7% delle attività totali, di cui 3,4 miliardi in titoli di debito e 3,8 miliardi in titoli di capitale. Secondo la Covip, possono contribuire a intensificare l’impegno nell’economia reale le disposizioni della legge di bilancio per il 2017, che favoriscono investimenti nel capitale delle imprese da parte dei fondi pensione e delle casse professionali attraverso lo strumento della fiscalità e la semplificazione dei meccanismi amministrativi preordinati al conseguimento dei relativi benefici. A queste disposizioni si affiancano le iniziative più recenti che estendono la possibilità di investire nei Piani individuali di risparmio (Pir).

Alla fine del 2015, le attività complessivamente detenute dalle casse professionali ammontano, a valori di mercato, a 75,5 miliardi di euro: il 26% è investito in titoli di debito; di questi circa il 65% è costituito da titoli governativi. E’ quanto emerge dall’annuale relazione sull’attività della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) presentata oggi dal presidente della Commissione, Mario Padula, alla Camera dei deputati. La composizione delle attività, emerge dalla relazione della Covip, continua a caratterizzarsi per la cospicua presenza di investimenti immobiliari che nel loro complesso si attestano a 18,5 miliardi di euro (corrispondenti al 24,5% del totale) seppure in diminuzione rispetto all’anno precedente. Gli investimenti nell’economia italiana continuano a superare quelli all’estero; ammontano a poco più di 32 miliardi di euro, pari a circa il 43% delle attività totali, mentre i secondi si attestano a poco meno di 30 miliardi di euro, corrispondenti a oltre il 39% delle attività totali. Per quanto riguarda la composizione degli investimenti domestici, la quota più rilevante è rappresentata dall’immobiliare (poco meno di 18 miliardi di euro), seguita dai titoli di Stato (9 miliardi di euro); gli investimenti in titoli emessi da imprese italiane sono invece limitati: ammontano a 3,8 miliardi di euro, meno del 5% cento delle attività totali, di cui 1,1 miliardi sono titoli di natura obbligazionaria e 2,7 miliardi di natura azionaria. Pur in assenza del regolamento, previsto dal decreto legge n. 98/2011, che avrebbe dovuto introdurre la disciplina sugli investimenti delle risorse finanziare, sui conflitti di interesse e sulla banca depositaria, la Covip ha comunque svolto la propria funzione di vigilanza. La rilevante mole di dati e di informazioni acquisita ha consentito alla Covip di predisporre un documento di sintesi, con dati omogenei e aggiornati su investimenti, patrimonio e assetti organizzativi delle casse professionali. E’ stata data così continuità al lavoro già realizzato lo scorso anno e del quale la Covip ha dato diffusione anche tramite il sito web.

Carlo Pareto

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento