giovedì, 27 luglio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Italiani all’estero, un discorso
da prendere sul serio
Pubblicato il 16-06-2017


Alcuni il nesso non lo vedono, no, non quel nesso eziologico che dottrina e giurisprudenza cercano in caso di reato, ovvio. Eppure un nesso storico economico sociale, meno definibile, io lo vedo eccome. Sarà perché ne ho conosciuti tanti di italiani all’estero, e di croati ungheresi polacchi ciechi slovacchi turchi curdi e cosi’ via. Tanti emigrati che – forti di volontà e pochi mezzi – sono sbarcati in grandi e piccole metropoli in cerca di lavoro, o di studio per poi trovare un lavoro.

Senza retorica, il nesso c’é, perché le case di edilizia popolare costano meno ed è li che – in prima istanza – si alloggia quando non si hanno mezzi.

Ora il caso ha voluto che un ragazzo siriano sfuggito alla guerra abbia incontrato una terribile sorte a Londra, e lo stesso per i due sfortunati italiani.

Di sicuro la nazionalità non conta in casi di tragedie, ed è anche vero che l’Italia non è la Siria, per fortuna.

Eppure un pensierino bisogna dedicarlo alla situazione italiana che sebbene non catastroficamente afflitta da guerra civile ha comunque spinto migliaia di italiani – oramai milioni – ad emigrare ed a cercare fortuna fuori dall’italia, o sfortuna nel caso dei due poveri ragazzi.

Per carità, si emigra per piacere per studio per curiosità, per fare esperienza, ed incidenti possono accadere in Italia o durante le vacanze, però se fossero stati turisti per 1 settimana sarebbero forse alloggiati in albergo e non in un palazzo di edilizia popolare a rischio, come scopriamo oggi.

Se i ragazzi oggi non fossero obbligati a cercare lavoro all’estero, non si metterebbero in situazioni che a volte risultano essere a rischio. Se gli studenti imparassero le lingue a scuola, veramente, non dovrebbero andare in giro a fare i camerieri a Londra o in Irlanda per apprendere le famose due parole di inglese.

Insomma, l’Italia non ha commesso nessun reato nei confronti di quei due poveri ragazzi, ovvio, ma non mi sento di assolvere il nostro paese per la negligenza che ha dimostrato e dimostra nei confronti del futuro dell’educazione e delle prospettive lavorative dei giovani italiani.

E’ ora di prendere sul serio il discorso degli italiani all’estero, di coordinare, prendersi cura, di organizzare seriamente un esodo oramai epocale e legato sia alle condizioni a volta misere del mercato del lavoro italiano sia alle nuove sfide poste dalla globalizzazione.

Leonardo Scimmi
Coordinatore italiani all’estero (Europa)

Leonardo Scimmi

Legal Counsel

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento