giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

SCONTRO DI TERRITORIO
Pubblicato il 20-06-2017


ius.soli_Una nuova scossa si preannuncia a Palazzo Madama e si tratta di uno scontro più di Governo che di affinità politiche. In Senato dovrebbe arrivare lo ius soli, la legge sulla cittadinanza, seguita dagli 80 mila emendamenti leghisti contro il Pd e i suoi alleati che invece tentano un rush finale sullo ius soli temperato a pochi mesi dalla chiusura della legislatura. E i Dem si dicono abbastanza ottimisti in merito, “Personalmente ritengo non ci siano rischi sui numeri. Tuttavia, è un tema sul quale non si fanno piccoli calcoli politici: andremo fino in fondo”, afferma il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti,
L’ago della bilancia è ancora al ‘centro’, anche se Angelino Alfano ha appena dato il placet alla Legge, dall’altra parte della barricata restano contrari i Cinque Stelle, Lega, Forza Italia e la destra. Poche ore fa infatti il ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare, Angelino Alfano, ha detto: “Se il provvedimento sullo ius soli arriverà all’esame definitivo del Senato, voteremo sì”, precisando però che “saranno proposti dei correttivi”. L’ex alleato forzista invece continua a dichiararsi contrario e il leader Silvio Berlusconi sottolinea anche non ci può essere alcun automatismo per la concessione della cittadinanza: “Non basta essere nati qui e aver frequentato qualche anno di scuola. Su questi temi i buoni sentimenti e la superficialità non servono”. Mentre Antonio Di Pietro, che più volte ha appoggiato le battaglie del Movimento, prende le distanze dalla posizione assunta dai 5 Stelle: “Mi pare che la loro presa di posizione arrivi dalla pancia. Come quando, finito di mangiare, ti scappa un rutto. Su certe cose non deve ragionare d’istinto. Sullo ius soli non la penso come loro” afferma, come suo solito colorito, l’ex magistrato di Mani pulite.
Gli euroscettici del Movimento questa volta arrivano a chiamare in appello proprio l’Europa da loro da sempre contestata, per il M5S sullo ius soli bisogna “chiedere un orientamento alla Commissione europea e coinvolgere nel dibattito anche il Parlamento Ue e il Consiglio”. Lo chiedono i Cinquestelle in un post sul blog di Beppe Grillo. “Discutere di cittadinanza senza una concertazione a livello europeo è propaganda, è fumo negli occhi”, si legge. “In tutta l’Ue la cittadinanza si acquisisce principalmente attraverso lo ‘ius sanguinis’. In nessuno Stato esiste lo ‘ius soli puro'”.
Il M5s chiama, l’Europa risponde e a una domanda sul dibattito sullo Ius soli in corso in Italia, il commissario europeo Dimitris Avramopoulos ha spiegato che trattandosi di una competenza strettamente nazionale, non ha alcun commento da fare. “Questa è una chiara competenza nazionale, ed è una responsabilità nazionale” decidere a chi concedere la cittadinanza, e secondo quali criteri, ha detto Avramopoulos parlando con alcuni giornalisti a margine di una conferenza stampa. “Noi non giochiamo sul campo di gioco della politica interna”, ha aggiunto il commissario.
Di altro avviso è invece il Presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, da un lato dice che “se vogliamo difendere la libertà di circolazione e il libero mercato credo si debba arrivare a una soluzione armonica come anche per il diritto di asilo”, ma per quanto riguarda l’Italia, “siamo in campagna elettorale e forse è meglio rinviare questo dibattito a dopo le elezioni, altrimenti si rischia di strumentalizzare una vicenda molto seria”. “Io ho qualche dubbio sullo ius soli in questo momento, un argomento che deve essere affrontato con grande moderazione e serietà e anche a livello europeo. La legge italiana così come è non mi sembra un granché”.
Ma oltre all’opposizione dei cinquestelle c’è da superare l’ostruzionismo leghista, il presidente del Senato Pietro Grasso, ha infatti ricordato che sul ddl la Lega Nord ha presentato per l’Aula 50 mila emendamenti, “fatti con intenti ostruzionistici. Bisognerà superare questo ostacolo”, e ha prospettato e sperato che la legge venga approvata prima dell’estate.
Insomma si prospetta una battaglia con esiti incerti stavolta, un po’ com’era successo con le Unioni civili, solo che stavolta la Chiesa interviene a favore. Dopo il placet della Cei, un nuovo invito della Chiesa a “riconoscere la cittadinanza” agli stranieri che nascono in Italia. “Il Vaticano ancora non si è espresso sul tema dello ius soli, rispettiamo le decisioni del Governo italiano ma come diceva anche il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, come Chiesa noi siamo vicini a chi è nella necessità, nella debolezza e a chi ha bisogno di essere protetto” dice il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu. Un chiarimento che probabilmente ha sminato il percorso della riforma dal rischio di una rottura con i centristi.

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Commenti all'articolo
  1. La legge sulla cittadinanza approda in Senato in settimana e contrappone violentemente i partiti, scrive il Corriere della Sera che riporta l’intervento del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino. Questi, scrive il quotidiano, sembra puntare il dito anche contro il M55 quando sostiene che “ci sta che qualcuno sia contrario, ma vedo che c’è chi ha cambiato idea e ora fa politica unicamente per rincorrere il proprio successo, perché vuol fare solo il proprio interesse”. Il leader della Lega Matteo Salvini in un’intervista si era detto felice che “il M5S su alcuni temi finalmente arriva sulle posizioni della Lega, di buon senso”, aggiungendo che “il Pd è l’unico partito veramente razzista in Parlamento”. Rispondendo poi al segretario della Cei, Salvini afferma che ci sono “due soluzioni: o la Chiesa accoglie gratis rinunciando agli introiti sull’immigrazione oppure Galantino si fa da parte, magari anche dimettendosi”. Eh, Salvini lo conosciamo tutti…

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